A tal fine non basta un’indicazione generica che la cosa è difettosa, e ancor meno, come nel caso di specie, che la stessa non è di proprio gradimento. È necessario che ogni difetto che si intende far valere sia indicato in modo esatto così da consentire all’appaltatore la conoscenza dei singoli difetti e della volontà del committente di farli valere, cioè di non accettare la cosa come fu consegnata (Gauch, op.cit., N. 2130).