{"Signatur": "TI_TRAC_005", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-05-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-116_1996-05-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=10616&nX40_KEY=4933408&nTrefferzeile=93&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1e471d68677c74fe918d324830d0afca"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["16.1995.116"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 15.05.1996 16.1995.116"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La Camera di cassazione civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La Camera di cassazione civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 00:11:42", "Checksum": "4210ec73298aa8a653b7c04c5501ed40", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 15.05.1996 16.1995.116\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|||\n|\nIncarto n. |\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dei giudici: |\nChiesa,\npresidente,\n|\n|\nsegretaria: |\nPetralli, vicecancelliera |\nsedente per giudicare il ricorso per cassazione 19 giugno 1995 presentato da\n|\n|\n__________ patr. dall’avv. __________\n|\n|\n|\n|\ncontro |\n|\nla sentenza 7 giugno 1995 del Giudice di pace del circolo di Lugano nella causa a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 1° dicembre 1993 nei confronti di\n|\n|\n__________\n|\ncon la quale si chiedeva il pagamento di fr. 650.- oltre accessori nonchè il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dalla convenuta al PE no. __________ dell’UE di Lugano, domande accolte dal primo giudice, limitatamente a fr. 360.--;\nletti ed esaminati gli atti,\nconsiderato\nin fatto e in diritto:\n1. Con istanza 1° dicembre 1993 __________, titolare di un istituto di fisioterapia, ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 650.- oltre accessori a saldo della fattura 12 gennaio 1993 emessa per 9 sedute di cura prestate alla convenuta, nonchè il rigetto dell’opposizione da questa interposta al PE sopra menzionato.\nLa convenuta si è opposta\nalla pretesa avversaria contestando di aver usufruito di tutte le sedute di\nfisioterapia fatturate.\n2. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie dalle quali ha dedotto che la convenuta ha beneficiato di 5 sedute di fisioterapia anzichè 9, ha proporzionalmente ridotto la pretesa dell’istante a fr. 360.-.\n3. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio impugnando unicamente il mancato riconoscimento degli interessi di mora e il dispositivo che pone interamente a suo carico tasse e e spese di giustizia.\nAl ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.\n4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente fonda implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.\nPer costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).\n5. Secondo l’art. 102 CO, se l’obbligazione è scaduta, il debitore è costituito in mora mediante l’interpellazione del creditore.\nL’interpellazione, per la quale non è prevista una forma partico-lare, è l’atto con il quale il creditore reclama il pagamento della sua pretesa (Honsell/Vogt/Wiegand, Obligationenrecht I, 1991, N. 5 ad art. 102).\nNel caso concreto, essendo pacifico il ritardo della convenuta nel pagamento della pretesa avversaria, fatturata il 12 gennaio 1993, essa è tenuta al pagamento degli interessi di mora maturati sull’importo di fr. 360.- a far tempo dalla prima interpellazione, ossia dal sollecito di pagamento datato 3 febbraio 1993.\nGli interessi, in difetto\ndi una diversa pattuizione tra le parti, sono dovuti al tasso legale del 5% a\nfar tempo dal 4 febbraio 1993 così come richiesto dall’istante nel suo ricorso.\nDalla motivazione della decisione non risulta perché il primo giudice non abbia\ndeciso sugli interessi di mora, per altro regolarmente richiesti.\nCosì facendo, comunque, egli ha applicato in modo manifestamente scorretto la\nnorma in esame: la censura ricorsuale dev’essere così accolta.\n6. In caso di parziale soccombenza delle parti il giudice deve ripartire le spese di giustizia e le ripetibili proporzionalmente al loro grado di soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC).\nNel caso di specie, mentre l’istante ha postulato il pagamento di fr. 650.- pari a 9 sedute di fisioterapia, il primo giudice gliene ha riconosciute solo 5, pari a fr. 360.-. Dal canto suo la convenuta ha ammesso di aver usufruito di tre sedute. Poichè questo parziale riconoscimento della pretesa avversaria è avvenuto solo dopo l’inoltro della causa, la convenuta, ancorchè parzialmente acquiescente, deve essere considerata soccombente (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 148, n. 10).\nNe discende che sulla base\ndelle rispettive posizioni delle parti, il loro grado di soccombenza può essere\nstabilito nella misura di 4/9 a carico dell’istante e 5/9 a carico della\nconvenuta.\nAnche per questo motivo il ricorso dev’essere accolto.\nPer quanto attiene la compensazione delle ripetibili, questa deve essere confermata non essendo oggetto di impugnativa in questa sede.\nAccogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della controversia senza che sia necessario il rinvio degli atti per nuovo giudizio.\nPer i quali motivi,\nrichiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG\npronuncia:\n1. Il ricorso per cassazione 19 giugno 1995 __________ è accolto.\nDi conseguenza la sentenza 7 giugno 1995 del Giudice di pace del circolo di Lugano è annullata e sostituita dalla seguente pronuncia:\n1. L’istanza è parzialmente accolta.\nDi conseguenza __________ è condannata a pagare a\n__________ l’importo di fr. 360. - oltre interessi del"}