Egli ha poi respinto l'argomentazione contraria della convenuta, rilevando che siccome l'art. 324a cpv. 2 CO si applica quando la madre non adempie ai requisiti dell'art. 16b LIPG “dimostra che non è la LIPG in sé a superare gli obblighi del datore di lavoro ai sensi dell'art. 324a cpv. 1 CO, bensì lo sono le prestazioni effettivamente erogate in base a questa legge”. Ha così soggiunto che “la stessa logica torna applicabile allo scenario che qui ci occupa, ossia quello dell'art. 16c LIPG: