{"Signatur": "TI_TRAC_004", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2014-07-31", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2013-11_2014-07-31.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=120034&nX40_KEY=4921723&nTrefferzeile=31&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1a36c3ba01cada96eae6e168a02ccde2"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["16.2013.11"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 31.07.2014 16.2013.11"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La Camera civile dei reclami"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La Camera civile dei reclami"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Contratto di lavoro - parto prematuro della lavoratrice e ricovero prolungato in ospedale di suo figlio - indennità di maternità versate dal giorno in cui il neonato è accolto a casa - obbligo del datore di lavoro di pagare il salario durante il periodo di differimento delle indennità di maternità"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:37:05", "Checksum": "acb7ba17ee0f7c111095d16653b80221", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 31.07.2014 16.2013.11\nRegesto:\nContratto di lavoro - parto prematuro della lavoratrice e ricovero prolungato in ospedale di suo figlio - indennità di maternità versate dal giorno in cui il neonato è accolto a casa - obbligo del datore di lavoro di pagare il salario durante il periodo di differimento delle indennità di maternità\n\n\nd) Ora, secondo una parte della dottrina, la volontà del legislatore, era quella di non escludere l'applicazione degli art. 324a e 324b CO nei casi in cui l'assicurazione maternità obbligatoria non versi alcuna prestazione alla lavoratrice. Anzi, secondo loro, parrebbe invece che il legislatore, senza prendere in considerazione questi casi particolari, sia partito dall'idea che durante il congedo maternità di 14 settimane previsto dall'art. 329f CO sia sempre garantito un reddito alla madre grazie al versamento delle indennità di maternità e che il riferimento al “puerperio” nell'art. 324a cpv. 3 CO non avesse quindi più alcun senso. La volontà del legislatore era così quella di mantenere l'impedimento al lavoro legato al parto nel campo di applicazione degli articoli 324a e 324b CO e che la soppressione del riferimento al “puerperio” all'art. 324a cpv. 3 CO avesse il solo scopo di epurare il testo legale (Bruchez, La nouvelle assurance-maternité et ses effets sur le droit du contrat de travail in: SJ 2005 II 247, pag. 267; cfr. anche Port-mann in: Basler Kommentar, OR I, 5ª edizione, n. 41 ad art. 324a; Streiff/von Kaenel/ Rudolph, Arbeitsvertrag, Praxiskommentar zu Art. 319-362 OR, 7ª edizione, n. 16 ad art. 324a e n. 8 ad art. 329f; Subilia, La nouvelle loi sur les allocations pour perte de gain et maternité in: PJA 2005 pag. 1475 e seg.; Wyler, Droit du travail, 2ª edizione, pag. 216; Duc, Assurance-maternité, questions choisies in: L'arbre de la méthode et ses fruits civils: recueil de travaux en honneur du Professeur Susette Sandoz, Zurigo 2006, pag. 226; Rudolph, Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitgebers bei Aufschub der Mutterschaftsentschädigung infolge Spitalaufenthalt des neugeborenen Kindes (Art. 324a OR, Art. 16c EOG, 24 EOV) in: ARV 2013 pag. 235).\ne) Dal canto suo per Aubert (Commentaire romand du Code des obligations I, 2ª edizione, n. 24. ad art. 324a CO) lo stralcio del termine “puerperio” dovrebbe avere quale conseguenza la liberazione del datore di lavoro da qualsiasi obbligo legale, non essendo concepibile far rientrare sotto l'art. 324a cpv. 1 CO una fattispecie espressamente soppressa. Ancorché poco soddisfacente, secondo l'autore, questo sarebbe il prezzo da pagare con l'introduzione delle indennità di maternità, le quali tutto sommato migliorano la situazione delle donne.\nf) Per quanto concerne la dottrina citata dalla reclamante, Vischer (Der Arbeitsvertrag, Basilea 2005) asserisce bensì che di principio l'assicurazione maternità sostituisce l'obbligo di pagare il salario del datore di lavoro in caso di puerperio (pag. 39) e per questa ragione tale termine è stato eliminato dall'art. 324a cpv. 3 CO (pag.135). D'altra parte, egli ammette l'applicazione dell'art. 324a CO nell'ipotesi in cui la lavoratrice non adempia alle condizioni di cui all'art. 16b cpv. 1 LIPG (pag.136), ma nulla dice in merito all'applicazione di tale disposizione in caso di differimento del congedo maternità ai sensi dell'art. 16c cpv. 2 LIPG. Anche per Streiff/von Kaenel (Arbeitsvertrag, Praxiskommentar zu Art. 319-362 OR, 6ª edizione, pag. 292 ) di principio l'assicurazione maternità sostituisce l'obbligo di pagare il salario del datore di lavoro in caso di puerperio. Sennonché per gli stessi autori durante il periodo dopo il parto, l'obbligo del datore di lavoro di pagare il salario giusta l'art. 324a CO permane sia qualora la dipendente non abbia diritto all'assicurazione maternità, sia qualora chieda il rinvio del congedo maternità ai sensi dell'art. 16c cpv. 2 LIPG (Streiff/von Kaenel/Rudolph, op. cit., n. 16 ad art. 324a OR e n. 8 ad art. 329f OR).\ng) Visto quanto precede, che di principio l'assicurazione maternità sostituisca l'obbligo del datore di lavoro di pagare il salario in caso di puerperio è indubbio. La dottrina considera però, in modo pressoché unanime, che se una lavoratrice non adempie le condizioni per ottenere le indennità di maternità in virtù della LIPG, il datore di lavoro deve versare il salario. Nemmeno gli autori citati dalla reclamante sostengono altro mentre l'opinione di Aubert rimane isolata. Ne segue che coerentemente anche in caso di differimento del versamento delle indennità di maternità, lasso di tempo in cui la madre non percepisce alcuna indennità, essa mantiene il diritto al salario donde l'obbligo legale del datore di lavoro di versarlo (cfr. per tutti: Portmann, op. cit., n. 41 ad art. 324a; Carruzzo, Le contrat individuel de travail, Commentaire des articles 319 à 341 du Code des obligations, Zurich/Bâle/Genève 2009, n. 11 ad art. 324b CO; analogamente Corte d'appello del Canton Ginevra sentenza C/17092/2007-3 del 17 ottobre 2008, consid. 2, pubblicata in: JAR 2009 pag. 522.)\nh) Ciò posto, considerato che CO 1 non poteva essere occupata durante le otto settimane dopo il parto (art. 35a cpv. 3 LL) e che la malattia del proprio bambino può costituire per un lavoratore un caso particolare di impedimento al lavoro ai sensi dell'art. 324a cpv. 1 CO (Longchamp in: Dunand/Mahon, Commentaire du contrat de travail, Berna 2013, n. 13 ad art. 324a CO), l'applicazione del diritto da parte del Pretore non può definirsi erronea. Ne segue che il reclamo deve essere respinto.\n7. La procedura nelle azioni derivanti da contratto di lavoro è gratuita (art. 114 lett. c CPC), salvo in caso di temerarietà processuali, circostanze non realizzate nella fattispecie (art. 115 CPC). La reclamante rifonderà alla controparte un'adeguata indennità.\nPer questi motivi,\ndecide: 1. Il reclamo è respinto."}