Il Giudice di pace, in sintesi, accertato che il lavoratore era stato assunto con una retribuzione superiore al minimo salariale, ha ritenuto che l'aumento “si ritiene dovuto quando l'anno di lavoro tra le parti è completo” e che ”un contratto di lavoro stipulato sulla base del salario minimo ha diritto all'aumento previsto indipendentemente dalla durata del rapporto ma qualora lo stesso superi la cifra massima dovuta, la pretesa non deve obbligatoriamente essere concessa”. Ne ha concluso, il primo giudice, che “chi abbondantemente la supera [fascia minima di salario], escludendo ovviamente gli straordinari, non può reclamare il diritto dopo 3 mesi in cui la richiesta di aumento è percepita