Lamentano ancora i reclamanti una situazione di manifesto arbitrio per il fatto che, se da una parte la successione si componeva di importanti attivi a cui non potevano accedere per finanziare la causa di divisione (e fra questi fr. 300'000.– circa di averi liquidi depositati presso l’esecutore testamentario), in ragione della quota parte complessiva pari al 50% che sarebbe poi stata loro riconosciuta (25% ciascuno) lo Stato non rischiava comunque di non ricuperare quanto eventualmente anticipato a titolo di oneri del procedimento (reclamo, pag. 6 ad F).