Il reclamante adduce di non potersi sottoporre a un prelievo di uno striscio dalla mucosa ai fini del test del DNA perché ciò lederebbe in modo irrimediabile la sua salute psichica. Egli sostiene di soffrire di “uno scompenso depressivo reattivo a seguito dell’annuncio della paternità” e che l’azione di paternità introdotta dagli attori gli causa un danno alla salute, in particolare una tortura psicologica, per cui non è in grado di sottoporsi al test del DNA. A suo dire, il prelievo di cui trattasi comporta per lui disagi psichici e fisici proprio a dipendenza delle turbe psichiche che lo affliggono.