a) e l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). In concreto la società reclamante contesta la condanna al pagamento di una tassa di giustizia di fr. 500.– e di ripetibili alla controparte di fr. 1'000.–. Sostiene che nell'assunzione di una prova a titolo cautelare il concetto di soccombenza (art. 106 CPC) non vale e che le spese giudiziarie vanno stabilite e ripartite con la decisione di merito finale (art. 104 cpv. 1 e 3 CPC), riservato l'obbligo di anticipo per i costi di l'assunzione della medesima (reclamo, pag. 3 seg.