{"Signatur": "TI_TRAC_003", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2013-06-21", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2013-13_2013-06-21.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=135834&nX40_KEY=4921586&nTrefferzeile=30&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "59aa2864570741ebf46409e5da4d0d3b"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["13.2013.13"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 21.06.2013 13.2013.13"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Cauzione per spese ripetibili. 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Sulla scorta di tale accertamento e in base ad una conclusione meramente provvisoria fondata sui soli fatti e i mezzi di prova addotti in sede di petizione – la convenuta non avendo depositato la risposta entro il termine di 30 giorni assegnatole – il primo giudice ha considerato che “l’agire della parte convenuta non merita di essere tutelato con una richiesta di cauzione, poiché la cessione in questione appare verosimilmente «sospetta», sia per la data in cui è intervenuta (ossia poche settimane dopo il rogito [recte: lodo] in questione) sia per le ragioni soggiacenti, ossia quelle riportate nell’atto di cessione, che sono alquanto vaghe e in comprovate, sia per il fatto che la stessa persona (__________) firma per la cedente e per la cessionaria (doc. H). Infine, il credito in questione risale al 2008 (doc. H) ciò che rende ulteriormente sospetta la tempistica della cessione” (decisione impugnata, pag. 2). Il Pretore ha inoltre ritenuto che “sempre alla luce di quanto allegato e dimostrato dall’attore, la cessione in questione nuoce all’attore, perché oltre a ridurre il suo dividendo, gli preclude la possibilità di rivalersi sul dividendo (sequestrandolo) spettante alla sua debitrice originaria __________ qualora fosse stata lei ad insinuare il credito nel fallimento della __________ e non la cessionaria” (decisione impugnata, pag. 2). Alla luce di tali considerazioni, il primo giudice è giunto alla conclusione che “è verosimilmente a ragione dell’agire ambiguo della convenuta che l’attore si è visto nell’obbligo di depositare la presente causa” (decisione impugnata, pag. 2), sicché in concreto, a prescindere dall’insolvenza della parte attrice, la convenuta non ha alcun interesse degno di protezione a chiedere una cauzione per le spese ripetibili.\n2.2 La reclamante si duole delle conclusioni cui è giunto il primo giudice, rilevando in sostanza che “l’eventuale accoglimento o reiezione dell’istanza di cauzione non può in nessun caso dipendere da un’analisi aprioristica dell’azione di merito (anche solo a livello di verosimiglianza), ma solo dalla questione se i requisiti di cui all’art. 99 CPC sono dati o meno” (reclamo, pag. 6). L’insorgente ritiene in particolar modo che il Pretore abbia violato l’art. 99 CPC laddove ha proceduto a siffatta analisi, non costituendo la medesima un presupposto previsto dalla norma in questione e non potendo neppure diventarlo “indirettamente tramite l’analisi dell’esistenza di un interesse degno di protezione” (reclamo, pag. 7). La reclamante rileva altresì che “far dipendere, come ha fatto il Pretore, l’esito dell’istanza dall’analisi di merito, peraltro sulla base della sola azione […], priva di ogni significato l’istituto della cauzione, che, per definizione, serve proprio a garantire una situazione il cui esito non è ancora determinato” (reclamo, pag. 7). Non da ultimo, essa solleva ulteriori censure, di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.\n3. Giusta l’art. 99 CPC, su richiesta del convenuto, l’attore deve prestare cauzione per le spese ripetibili se non ha domicilio o sede in Svizzera (lett. a), se risulta insolvente, segnatamente se nei suoi confronti è stato dichiarato il fallimento o è in corso una procedura concordataria o a suo carico vi sono attestati di carenza beni (lett. b), se è ancora debitore delle spese giudiziarie relative a una precedente procedura (lett. c) oppure se per altri motivi il pagamento delle ripetibili risulta seriamente compromesso (lett. d). Scopo della cauzione è quello di assicurare alla parte convenuta in lite il pagamento delle sue spese ripetibili ed evitare di porla in una situazione dove il recupero dei suoi costi di giustizia sia impossibile o perlomeno particolarmente difficile (Trezzini, CPC Comm., 2011, pag. 401; Schmid, in Oberhammer, Kurzkommentar ZPO, 2010, n. 1 ad art. 99; Kuster, in Baker & McKenzie, Schweizerische Zivilprozessordnung, 2010, n. 1 ad art. 99; Suter/von Holzen, in Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2013, n. 2 ad art. 99; Urwyler, in Brunner/Gasser/Schwander, ZPO Kommentar, 2011, n. 1-2 ad art. 99; cfr. anche Messaggio n. 06.062 del Consiglio federale del 28 giugno 2006, pag. 6665). A tal uopo, la parte convenuta non deve dimostrare l’impossibilità o la particolare difficoltà di recuperare le proprie spese ripetibili, basta che dimostri il realizzarsi dei presupposti previsti dall’art. 99 cpv. 1 CPC, i quali costituiscono dunque dimostrazione irrefragabile (stante la loro natura di finzione) di tale impossibilità rispettivamente gravosità di recupero (Trezzini, op. cit., pag. 402; cfr. anche Urwyler, op. cit., n. 7 ad art. 99). Data tale dimostrazione, il giudice è tenuto (Muss-Vorschrift) a ordinare la prestazione della cauzione, diversamente da quanto prevede ad esempio l’art. 62 cpv. 2 LTF per la procedura dinanzi al TF (Staehelin/Staehelin/Grolimund, Zivilprozessrecht, 2013, § 16, n. 28; Schmid, ibidem)."}