{"Signatur": "TI_TRAC_003", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2013-04-08", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2013-12_2013-04-08.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=113875&nX40_KEY=4921766&nTrefferzeile=29&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "9191a65ccc38b2c7adeec002c67abde7"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["13.2013.12"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 08.04.2013 13.2013.12"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Assunzione d'ufficio di una prova. 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Determinante non è però la natura del pregiudizio, bensì la sua rilevanza nel processo, che dev’essere esaminata in concomitanza con la censura di applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e/o di accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). Inoltre, il pregiudizio deve essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del processo e non deve poter – interamente o parzialmente – essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole. In altre parole, le altre decisioni e le disposizioni ordinatorie devono pregiudicare la posizione complessiva del reclamante in relazione al processo, pregiudizio al quale non può essere posto rimedio successivamente e che non è suscettibile di essere modificato mediante la decisione di merito. La rilevanza del pregiudizio nel processo deve essere esaminata secondo il libero e ampio potere di apprezzamento del giudice alla luce del principio di celerità perseguito dal CPC, ponderando il rischio di generare il pregiudizio, la difficoltà nel ripararlo e le sue conseguenze sul procedimento.\n3. Nel caso in rassegna la reclamante sostiene che “non può aderire alla decisione pretorile di richiedere un rapporto al curatore sui figli maggiorenni alla sola sua attenzione ed ad esclusione delle parti e genitori; in particolare una tale irrita modalità istruttoria non può che pregiudicare in modo irreparabile (o quasi irreparabile) gli interessi legittimi della madre la quale vuole e deve difendersi dal tentativo invero assai aggressivo e pesante del padre ed ex-marito di toglierle la custodia dei figli minorenni, utilizzando strumentalmente i figli maggiorenni” e ritiene inoltre che le parti “non possono essere limitate nel loro diritto di esser sentite e quindi di partecipare a pieno titolo all’assunzione delle prove” (reclamo, pagg. 3-4).\nGli argomenti esposti dalla reclamante, assai generici, non paiono sufficienti per rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile e quindi per ammettere il reclamo. Nella misura in cui il Pretore si è limitato ad assegnare a una terza persona un termine per la trasmissione di documenti, senza quindi ancora nulla disporre in merito al suggello dei predetti documenti a’ sensi dell’art. 156 CPC, ci si potrebbe inoltre chiedere se il reclamo non sia addirittura prematuro. Tali questioni possono rimanere indecise, il gravame essendo comunque destinato all’insuccesso.\n4. Con la decisione impugnata, richiamato il principio della massima ufficiale assoluta (recte: principio inquisitorio illimitato) e l’art. 156 CPC, il Pretore ha, da una parte, assunto d’ufficio un mezzo di prova, fissando in concreto al curatore educativo D__________ un termine di 60 giorni per trasmettere le note relative alle informazioni sulle relazioni tra i signori __________ e tutti i figli (minorenni e maggiorenni), e, dall’altra, reso attente le parti – nei considerandi della decisione – che, nella misura in cui comprenderanno indicazioni relative a terzi (figli maggiorenni) degne di protezione, le suddette note verranno mantenute confidenziali, ad esclusione della conoscenza delle parti (verbale d’udienza 17 gennaio 2013, pag. 3).\n4.1 Con riferimento all’assunzione d’ufficio della prova in oggetto, il principio inquisitorio illimitato previsto all’art. 296 cpv. 1 CPC, secondo cui il giudice esamina d’ufficio i fatti, vale per tutte le questioni che toccano gli interessi dei figli, in qualunque procedura del diritto di famiglia, che si tratti di azioni indipendenti o di cause tra genitori, comprese le relative modifiche o completazioni, inclusi i procedimenti cautelari (Bernasconi, CPC Comm., 2011, art. 296, pag. 1309; Spycher, in Hausheer/Walter, Berner Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, vol. 2, 2012, n. 5 ad art. 296; Schweighauser, in Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zum schweizerischen Zivilprozessordnung, 2013, n. 3 ad art. 296 e sentenze citate; Jeandin, in Bohnet/Haldy/Jeandin/Schweizer/Tappy, Code de procédure civile commenté, 2011, n. 1 ad art. 296; Hohl, Procédure civile, vol. 2, 2010, n. 2093, pag. 382).\nIn base al suddetto principio, il giudice non è vincolato dal numerus clausus dei mezzi probatori, ma può far capo a ulteriori possibili fonti di conoscenza (Olgiati, Il codice di diritto processuale civile svizzero, § 21, pag. 270 e sentenze citate; Spycher, op. cit., n. 6 ad art. 296 e sentenze citate; Jeandin, op. cit., n. 4 ad art. 296; Steck, in Spühler/Tenchio/Infanger, Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 2010, n. 20 ad art. 296; cfr. ugualmente Bernasconi, op. cit., pag. 1310; Thormann, in Backer & McKenzie, Schweizerische Zivilprozessordnung, 2010. n. 4-5 ad art. 296; van de Graaf, in Oberhammer, Kurzkommentar ZPO, 2010, n. 2 ad art. 296; Schweighauser, op. cit., n. 14 ad art. 296; Hohl, op. cit., n. 2094, pag. 382). Dovere del giudice è invero quello di salvaguardare il bene dei figli, sicché egli non solo ha la facoltà, ma anche l’obbligo di assumere le prove che ritiene necessarie per l’emanazione della decisione, e questo secondo il suo libero e ampio potere di apprezzamento. L’istanza d’appello non può sostituire il proprio apprezzamento a quello del primo giudice. L’autorità superiore può infatti intervenire soltanto in caso di abuso o eccesso del potere di apprezzamento."}