Certo, trattasi di un fatto deprecabile, ma va considerato che, se è vero che lo scritto con il quale gli atti sono stati trasmessi al perito non indicava che si trattava di copie, e neanche menzionava che potevano essere distrutte, neppure rendeva attento che si trattava degli atti originali, né che i medesimi dovevano essere restituiti. Se per la Pretura era pacifico che si trattava degli atti originali dell’incarto, ciò non doveva necessariamente apparire evidente al perito, il quale poteva anche ritenere che si trattasse di documenti allestiti per lui nell’ottica del mandato quale perito.