b cifra 2 CPC. La reclamante si fonda infatti sull’ipotesi che l’asserita violazione dell’art. 190 CPC possa influire negativamente sull’esito del processo e sfociare così in un giudizio di merito sfavorevole, ciò che tuttavia allo stato attuale non è dato di sapere. L’emanazione di una sentenza finale favorevole potrebbe in effetti riparare l’eventuale violazione in questione. La reclamante non rischia quindi un pregiudizio concreto e di essenziale rilievo per l’andamento del processo, che non potrebbe essere riparato neppure con una successiva sentenza finale favorevole.