Una sentenza finale favorevole può infatti porre rimedio all’applicazione errata del diritto. In tale evenienza, non può quindi esservi spazio per ritenere automaticamente dato un pregiudizio difficilmente riparabile giusta l’art. 319 lett. b cifra 2 CPC, che vi è appunto soltanto quando non può, o non può interamente, essere riparato neanche mediante una successiva sentenza finale favorevole, ovvero quando il pregiudizio sussiste e permane indipendentemente dall’esito del processo. Questa soluzione è più convincente rispetto all’opinione - non motivata - dell’autore citato dalla reclamante.