ad § 335 CPC AG). La mera violazione del diritto, in concreto di norme fondamentali, non era quindi sufficiente per ritenere meccanicamente dato un pregiudizio difficilmente riparabile, pregiudizio che pertanto doveva ancora essere reso verosimile anche in presenza di un’applicazione errata del diritto. 2.4.3 Da quanto esposto si può quindi concludere che una violazione del diritto non conduce ipso facto a un pregiudizio a discapito della parte colpita dalla violazione. Una sentenza finale favorevole può infatti porre rimedio all’applicazione errata del diritto.