che, comunque, la regola prevista dall’art. 106 CPC non è assoluta e può apparire troppo rigida e severa in singoli casi, ragione per cui il giudice, secondo il suo libero e ampio apprezzamento, vi può derogare se conduce a risultati che egli ritiene ingiusti, tanto che l’art. 107 cpv. 1 lett. f CPC prevede la facoltà del giudice di prescindere dai principi di ripartizione e attribuire le spese giudiziarie secondo equità se circostanze speciali fanno apparire iniqua una suddivisione secondo l’esito della procedura, in altre parole il principio della soccombenza non deve limitare la valutazione in equità secondo il libero apprezzamento (TF 5P.270/2005 del 10 ottobre 2005 consid.