che, dipartendosi dal principio della soccombenza aritmetica e tenendo conto anche del fatto che l’istante risulta comunque vincente sul principio del conferimento del mandato - respingendo quindi anche le accuse di temerarietà e malafede rivolte non senza leggerezza dal convenuto alla controparte - il primo giudice non ha ecceduto né abusato del potere di apprezzamento, né il suo giudizio può essere ritenuto arbitrario (cfr. IICCA 6 settembre 1999, inc. 12.1999.13, consid. 34; 12 marzo 1999, inc. 12.1998.130, consid. 3; 23 maggio 1996, inc.