{"Signatur": "TI_TRAC_003", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-09-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_003_10-2011-7_2011-09-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109628&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=20&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "de86c5184625298c44fbd0ae54c51109"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2011.7"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 16.09.2011 10.2011.7"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Misure cautelari nell'ambito della legge sulla protezione dei marchi (LPM), della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) e dell'art. 956 cpv. 2 CP (protezione della ditta)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:56:43", "Checksum": "0d3919855ba21da8b85e693916e444db", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 16.09.2011 10.2011.7\nRegesto:\nMisure cautelari nell'ambito della legge sulla protezione dei marchi (LPM), della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) e dell'art. 956 cpv. 2 CP (protezione della ditta)\n\n\n4. L’art. 5 del Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC) dispone che il diritto cantonale designa il tribunale competente a decidere, in istanza cantonale unica, segnatamente nell’ambito di controversie in materia di proprietà intellettuale, o vertenti sull’uso di una ditta commerciale, così come quelle secondo la legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale se il valore litigioso ecceda fr. 30'000.-. L’art. 48 della legge sull’organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006 (LOG) ha attribuito la competenza per giudicare le cause previste dall’art. 5 cpv. 1 CPC alla Terza Camera civile del Tribunale d’appello. Preso atto che entrambe le parti concordano sul fatto che il valore di causa supera i fr. 30'000.-, la competenza di questa Camera è pacifica.\n5. Giusta l’art. 261 CPC, il giudice ordina i necessari provvedimenti cautelari quando l’istante rende verosimile che un suo diritto è leso o è minacciato di esserlo e la lesione è tale da arrecargli un pregiudizio difficilmente riparabile. I provvedimenti cautelari possono essere ordinati anche se la causa di merito non è ancora pendente (art. 263 CPC). La procedura è quella sommaria (art. 248 CPC). Chi postula l’adozione di misure cautelari deve rendere verosimile l’esistenza di una lesione illecita - attuale o imminente - e di un danno difficilmente riparabile. Oltre a queste premesse, la misura richiesta deve essere proporzionale e urgente (cfr. Marbach, in: von Büren/Marbach/Ducrey, Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht, 2008, n. 1018-1026).\n6. Contrariamente a quanto sostenuto dai convenuti, la domanda provvisionale non è divenuta priva d’oggetto per il solo fatto che il periodico “10 minuti, DesMinüt” è stato pubblicato in data 7, 8 e 9 settembre 2011. Dalle affermazioni degli stessi promotori, l’iniziativa editoriale non è terminata, ed essi neppure sostengono il contrario sicché la domanda cautelare conserva la sua attualità. Sarà quindi necessario entrare nel merito della questione.\n7. Le istanti, persone giuridiche distinte fra di loro, fondano le proprie richieste su fatti simili, e meglio sull’intenzione annunciata dai convenuti – e realizzata – di pubblicare un giornale dal titolo “10 minuti”, rispettivamente sui medesimi titoli giuridici, invocando la legge sulla protezione dei marchi (LPM), la legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) e l’art. 956 cpv. 2 CO (protezione della ditta). Esse agiscono quindi quale litisconsorzio facoltativo (art. 71 CPC). Questa circostanza non li esimeva tuttavia dal dover rendere verosimile per ciascuna istante separatamente la legittimazione a far valere le diverse normative nei confronti di quale convenuto, cosa che esse non hanno fatto, non facendo distinzione alcuna, ciò che crea non poca confusione e contraddizioni tra le posizioni delle stesse istanti.\n8. Presupposto per l’adozione di provvedimenti cautelari è l’esistenza di un rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile. Le istanti non spiegano però in alcun modo in cosa consiste il temuto pregiudizio né perché sarebbe irreparabile, limitandosi a sostenere che “la presenza sul mercato di “10 minuti” è continua, grazie soprattutto alla presenza online, e viola i diritti assoluti (i marchi) di IS 1 e IS 3” (istanza pag. 10). Ciò però attiene all’illiceità del comportamento dei convenuti, non al pregiudizio. Per quanto riguarda poi la IS 2, le istanti sostengono che la stessa ha già concordato un contratto di stampa per 36'000 esemplari ad un costo per edizione di fr. 3'500.-/5'500.-, ha assunto una decina di dipendenti e ha preso in affitto i locali della redazione. A prescindere dal fatto che trattasi di mere affermazioni di parte, senza alcun sostegno probatorio, non vi sono sufficienti elementi per dedurne l’esistenza di un rischio di pregiudizio irreparabile. Per quanto concerne in particolare la IS 3, non risulta che essa utilizzi il marchio “10 minuti” – ciò che peraltro, stando alle affermazioni delle medesime istanti, costituirebbe una violazione del marchio “20 minuti” – sicché non è dato di comprendere quale possa essere l’incombente pregiudizio irreparabile che giustifichi l’adozione del richiesto provvedimento cautelare.\nA prescindere da ciò, anche l’esistenza degli ulteriori presupposti appare perlomeno dubbia, segnatamente per quanto concerne la lesione illecita di diritti delle procedenti."}