{"Signatur": "TI_TRAC_003", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-08-13", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_003_10-2009-15_2012-08-13.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=112412&nX40_KEY=4921774&nTrefferzeile=11&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "4ebfc818b1273a2f5e7b4e4fbb76ed95"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2009.15"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 13.08.2012 10.2009.15"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La terza Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Opera protetta, art. 2 LDA"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:09:05", "Checksum": "c94c12fc826d905fbc886f4a47e44e87", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 13.08.2012 10.2009.15\nRegesto:\nOpera protetta, art. 2 LDA\n\n\nin diritto: 1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). L’art. 404 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita, ai procedimenti già pendenti al momento dell’entrata in vigore del nuovo codice si applica il diritto procedurale previgente. Di conseguenza al procedimento in esame continua ad essere applicabile il CPC-TI. Per quanto concerne la competenza per materia, si osserva che con l’entrata in vigore della nuova Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), dal 1° gennaio 2011 la competenza a dirimere le cause proposte direttamente in appello è passata dalla seconda alla terza Camera civile del Tribunale d’appello (art. 48 lett. c cifra 5), circostanza di cui le parti sono state rese edotte con ordinanza 14 febbraio 2011.\n2. La prima questione da esaminare è se in concreto il progetto allestito dall’arch. AT 2 costituisce un’opera protetta ai sensi dell’art. 2 LDA, più precisamente se i piani da lui elaborati nell’ambito del progetto “Casa con atelier a __________” presentano un’attività creatrice che si distingue da realizzazioni dello stesso tipo, tenuto conto delle limitazioni imposte dai dati tecnici, giuridici e topografici (Tissot, in: La proprieté intellectuelle des architectes e des ingénieuers, Journées suisses du droit de la construction 2007, pag. 293).\n2.1 La Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini (LDA) – contrariamente alla formulazione dell’art. 1 cpv. 1 lett. a LDA – non disciplina la protezione dell’autore di un’opera, bensì la protezione del diritto dell’autore su un’opera (Hilty, Urheberrecht, 2011, n. 79, 95). Per l’art. 2 cpv. 1 LDA, sono opere, indipendentemente dal valore o dalla destinazione, le creazioni dell’ingegno, letterarie o artistiche, che presentano un carattere originale. Entrambe le premesse devono essere date cumulativamente affinché vi possa essere protezione ai sensi della LDA. Il termine “ingegno” evidenzia che l’opera deve basare sulla volontà umana, ossia sull’esternazione di un pensiero da parte di una persona fisica (Hilty, op. cit., n. 83). Dal criterio della “creazione” emerge che qualcosa di non ancora esistente, una novità oggettiva, deve essere creata (Hilty, op. cit., n. 85). Inoltre deve essere dato un “carattere individuale” che sussiste quando è data un’idea originale, quale creazione caratteristica dell’ingegno con impronta individuale e quale incarnazione di un pensiero per il quale era necessaria un’idea individuale dell’intelletto. In altre parole l’opera protetta dalla LDA è esclusivamente un’opera intellettuale che porta l’impronta di un’attività creatrice originale caratterizzata dalla personalità dell’autore. Una mera novità soggettiva non basta, ma quanto creato deve sufficientemente e oggettivamente differire da creazioni già esistenti. L’individualità dipende inoltre dalla libertà di manovra dell’autore: laddove questa libertà è ristretta, un’attività indipendente ridotta può essere sufficiente a concedere la protezione (DTF 130 III 168 consid. 4.1, 4.5 e 5; 125 III 328, consid. 4b; 110 IV 102, consid. 2; 113 II 190, consid. I.2.a; 117 II 466, consid. 2a; Hilty, op. cit., n. 91-92; Barrelet/Egloff, Le nouveau droit d’auteur, 2000, n. 4-6, 8, 16-17; Rehbinder, Schweizerisches Urheberrecht, 2000, n. 73, 74, 76; Dessemontet, in Dessemontet/Cherpillod/Perret/ Liechti/Lutz, La nouvelle loi fédérale sur le droit d’auteur, 1994, pag. 28-42; Cherpillod, Le droit d’auteur des architectes, Plädoyer 6/1994, pag. 50 e segg.).\n2.2 In particolare anche le opere architettoniche (art. 2 cpv. 2 lett. e LDA) godono della protezione della LDA se costituiscono creazioni dell’ingegno che presentano un carattere originale. Il piano di costruzione non è invece considerato un’opera architettonica, bensì rientra sotto i disegni tecnici di cui all’art. 2 cpv. 2 lett. d LDA. Ritenuto che le premesse della protezione e gli effetti della stessa sono i medesimi sia per l’opera sia per i piani, la differenza non appare di per sé di rilievo. Si pone nondimeno il quesito a sapere in che misura occorra costruire secondo i piani dell’architetto e meglio in che misura sia possibile differire dal progetto affinché si possa ritenere di essere in presenza di un semplice adattamento, rispettivamente quando invece – se il progetto utilizzato fungeva unicamente quale ispirazione – la costruzione assume un’impronta individuale (Hilty, op. cit., n. 107, 184). La giurisprudenza è restrittiva nel riconoscere protezione a opere architettoniche. L’architetto che disegna piani e progetti può godere della protezione della LDA, anche se non crea qualcosa di assolutamente nuovo ed originale (Tissot, op. cit., pag. 291). È però necessario che egli applichi le sue conoscenze professionali in modo da creare con il proprio ingegno qualcosa di individuale. Non è sufficiente invece che contribuisca unicamente con le sue abilità tecniche o combini elementi stilistici conosciuti (DTF 117 II 466, consid. 2a, 5d; Tissot, op. cit., pag. 292-293; Thies/Spauschus, Quo vadis Baukultur? Der Schutz der Urheberpersönlichkeit von Architekten in Deutschland und der Schweiz, sic! 2007, 883 e segg.; Wenger Berger, Quo Vadis Baukultur? Eine Präzisierung, sic! 2008, 320 e segg.; Rehbinder, op. cit., n. 84)."}