La prima censura formulata dal ricorrente concerne la distinzione che l’ arbitro avrebbe operato fra le piante abbattute poiché si trovavano nella zona di sicurezza dell’aeroporto e, invece, quelle danneggiate - in seguito al propagarsi della malattia - che si trovavano fuori da tale area. A prescindere dalle digressioni sulla natura e sul propagarsi del cancro colorato del platano, sembra di capire che la critica del ricorrente si fondi sull’ affermazione secondo cui dei 33 alberi sradicati nel 1987 soltanto 15 concernevano la zona di sicurezza (s’intende per la quota 4 %). In tal modo il primo giudice avrebbe ridotto arbitrariamente il numero delle piante abbattute da risarcire.