il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che il fatto che un creditore attenda a far valere una pretesa entro il termine di prescrizione non costituisce di per sé stesso un motivo per ammettere l’esistenza di un abuso di diritto da parte sua, a meno che naturalmente altre circostanze parlino per una violazione del principio della buona fede (DTF 116 II 431, 94 II 41). Ora, nella fattispecie il convenuto si è limitato ad asserire che la richiesta del saldo è avvenuta per ripicca, poiché egli, a sua volta, avrebbe “osato” fatturare le sue prestazioni legali e notarili: