, art. 55 LPM, N. 38). In concreto, l'attrice avrebbe dovuto dimostrare non solo una parte degli accrediti di una società di telefonia, ma quale sia stata la sua attività, non esclusa -ancora una volta- pubblicità propria, sia precedente il febbraio 2003, sia durante i mesi in cui la convenuta procedeva alla propria pubblicità, considerata lesiva del marchio controverso.