Ciò non configura tuttavia un rovesciamento dell'onere della prova, ma comporta la conseguenza per cui l'assenza di prove, successiva alla carente verosimiglianza del fatto, non è posta a carico del titolare del marchio, ma di chi vuole avvalersi del mancato uso (David, op. cit., ibidem, N. 15). In senso contrario, reso verosimile il mancato uso, l'assenza di prove ha per conseguenza la soccombenza del titolare del marchio.