771'645.65 per margini lucrati dalla banca, dovendo poi ammettere che in realtà non poteva essere considerato un danno (verbale 17 marzo 2004 pag. 3), tanto che la pretesa è poi stata abbandonata. Per quanto concerne il calcolo del danno, il modo di procedere, che ha portato il perito a considerare irregolari le operazioni per le quali non v'era la documentazione d'appoggio oppure mancava la firma dei clienti, senza tener conto della peculiarità delle operazioni a termine, ha portato a risultati fuorvianti (confronta consid. 6.1.1, 6.1.2.) Di conseguenza la relativa spesa non può essere ammessa quale posta di danno, la perizia non essendo stata a ben vedere di alcuna utilità. 7.