, pag. 146)- non è vero che la potenziale clientela sia indifferente all'identità di chi vende, in senso generale potendosi attendere da un'azienda titolare di marchi ampiamente diffusi, per esempio, una scelta completa di articoli, modelli nuovi, determinate condizioni di garanzia, ecc., per esperienza comune non sempre presenti presso rivenditori non autorizzati. Né appare sostenibile che l'insegna della convenuta -così come concepita- fosse necessaria per indicare al pubblico il tipo di merce offerta, dal momento che -ed è pacifico- tutto ciò che appare alla clientela del negozio già è contrassegnato con i marchi e i nomi delle attrici.