Se -come già detto- questo scopo non può esserle negato, non va dimenticato che il rischio di confusione di cui all'art. 3 lett. d LCSl dev'essere giudicato oggettivamente, nell'ottica del pubblico, ossia di persone neutrali ("unbefangen") di media formazione, rispettivamente delle cerchie interessate agli oggetti o alle prestazioni di cui si tratta (Streuli-Youssef, Unlautere Werbe- und Verkaufsmethoden, in SIWR V/1, ed. 2, pag. 144).