{"Signatur": "TI_TRAC_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2006-09-08", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-2001-32_2006-09-08.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=91247&nX40_KEY=4921966&nTrefferzeile=40&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "638acfa8d347e7f59477f2f2146eb5d2"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2001.32"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.09.2006 10.2001.32"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Protezione dei marchi - concorrenza sleale"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 04:06:25", "Checksum": "619175366b2e953acd5444dc09817ce3", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.09.2006 10.2001.32\nRegesto:\nProtezione dei marchi - concorrenza sleale\n\n\n4. Entrambe le petizioni sono intese a ottenere la confisca e la distruzione di tutti i prospetti pubblicitari __________ e di tutti i formulari per l'ottenimento delle __________ (così come ai rispettivi verbali di sequestro); a ottenere il divieto per la convenuta di usare i marchi di cui si tratta, nonché i nomi __________ e __________, su documenti relativi alla sua attività commerciale in ogni sua forma; a ottenere la condanna della convenuta al versamento alle attrici di un importo di almeno fr. 10'000.- a titolo di risarcimento per il danno subito in relazione all'uso delle __________ e a ottenere la pubblicazione della sentenza su quotidiani vodesi e ticinesi. La petizione 29 maggio 2002 (inc. 10.2001.32) postula inoltre la confisca e la distruzione dell'insegna luminosa posta al di sopra dell'entrata del punto vendita di Mendrisio, nonché la confisca e la distruzione delle matrici utilizzate per la stampa dei prospetti pubblicitari __________, dei formulari per l'ottenimento delle tessere e delle stesse __________.\n5. Non contestando il diritto delle attrici ai marchi in discussione e abbandonata in sede di conclusioni l'eccezione di carente legittimazione attiva di __________, la convenuta si difende nel merito della controversia sostenendo anzitutto di vendere esclusivamente capi originali e di avere dato perfettamente seguito ai decreti cautelari. Sul tema principale della disputa, rivendica il suo buon diritto, data la liceità del proprio commercio dipendente da importazioni parallele, di pubblicizzare nel modo più opportuno i prodotti da lei messi in vendita, segnatamente anche all'appoggio dei marchi altrui, usati non solo in connessione esclusiva con la merce. Nega la pretesa violazione del diritto alla personalità e nega di aver compiuto atti di concorrenza sleale nei confronti delle controparti.\n6. Sul tema fondamentale della lite, ossia sull'uso di marchi di terzi per pubblicizzare la propria attività commerciale, vale quanto già ampiamente esposto nella decisione cautelare 2 maggio 2002 del giudice delegato. Anzitutto, dato che scopo del marchio è quello di distinguere prodotti o servizi di un'azienda da quelli di un'altra, è data lesione di un marchio altrui non solo apponendo il medesimo su propri prodotti o imballaggi, ma anche facendone uso su carta intestata, materiale pubblicitario o altro (DTF 126 III 324). Nello stesso senso, la registrazione di un marchio non preclude l'uso come tale solo ai terzi, ma ne esclude ogni applicazione che possa essere intesa in funzione di marchio da parte del consumatore medio: così ogni applicazione di segni confondibili sia che si tratti di ditte, insegne o altre indicazioni commerciali (DTF 120 II 148; 126 III 324; Pedrazzini/ von Büren/ Marbach, Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht, Berna 1998, N. 569). E' inoltre pacifico che la liceità dell'uso di un marchio per la vendita di merce proveniente dall'estero e messa in commercio nel nostro Paese, al di fuori della rete di distribuzione del titolare del marchio, comporta -almeno in linea di principio- la possibilità di ogni rivenditore di far uso dei marchi originali per commercializzare i relativi prodotti e per pubblicizzare tale attività (David, in Comm. di Basilea alla LPM, ed. 2, art. 13, N. 24; Marbach, Markenrecht, in SIWR vol. III, pag. 209).\n7. Nell'ambito della presente controversia si colloca il principio giurisprudenziale che precisa come sfugga alla protezione della LPM la forma con cui l'importatore parallelo fa uso del marchio altrui a scopi pubblicitari, ancorché essa possa indurre il consumatore a credere nell'esistenza di un rapporto commerciale fra il rivenditore e il titolare del marchio (sic ! 2000, pag. 312 - \"Chanel IV\"; SJZ 2002, 238). In altre parole, è ammesso che anche il rivenditore non autorizzato possa offrire apertamente al pubblico la merce recante marchi altrui. Tuttavia, è condizione per l'uso di tali marchi allo scopo indicato che sia limitato e direttamente connesso alla vendita di prodotti protetti dal marchio; ciò che dipenderà dall'impressione generale della forma pubblicitaria scelta dal rivenditore, la quale -per le sue caratteristiche- non deve superare l'esigenza di una corretta informazione del pubblico (sic ! cit., ibidem; Sabbadini, Werbung für Waren und Dienstleistungen durch nicht autorisierte Händler, in sic ! 2000, pag. 771 - 774)."}