nel primo, avvenuto il 15 maggio 1996, quest'ultimo, confrontato con l'accusa di aver trattenuto per sé quelle somme, pur avendo negato i fatti, avrebbe implicitamente ammesso il contrario arrossendo in viso (verbale 21 settembre 1999 p. 3); nel secondo incontro, avvenuto il 23 agosto 1996, questi, sempre con riferimento agli assegni, avrebbe detto di rendersi conto che la questione avrebbe avuto una continuazione anche dopo la sua morte, giungendo addirittura a chiedere all'amico se sua moglie fosse a conoscenza "che era un ladro" (verbale 21 settembre 1999 p. 3).