non è contestato dalla convenuta (art. 170 cpv. 2 CPC) che nell'occasione egli sia stato richiesto di verificare se sul conto fosse entrato un accredito di US$ 100'000.- e che, avendo egli dato risposta affermativa, il cliente gli abbia chiesto se non fosse il caso di cambiare in lire quell'importo (doc. HH): ora atteso che a quella data il conto in US$, a seguito dei bonifici effettuati, era in passivo, oltretutto per un importo rilevante di US$ 83'100.45 (doc. N), il funzionario avrebbe senz'altro dovuto notare e far notare alla controparte come la domanda posta fosse illogica. Ma vi è di più: