{"Signatur": "TI_TRAC_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2003-09-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1997-5_2003-09-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59224&nX40_KEY=4927496&nTrefferzeile=55&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "67a4b921822b83b0c36bfcb8a40443bb"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.1997.5"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.09.2003 10.1997.5"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 03:24:25", "Checksum": "fcc33240c3b85c2bfa8424089b4d92d2", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.09.2003 10.1997.5\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nL'applicazione di questi principi ad un'azione fondata, come la presente, sugli art. 41 segg. CO comporta che l'attore deve di principio dimostrare, oltre che l'esistenza e l'ammontare del danno (così del resto già l'art. 42 cpv. 1 CO), l'esistenza della colpa del danneggiante, ovvero il comportamento del danneggiante ritenuto causa del danno e le circostanze di fatto che permettono di concludere per il dolo o la negligenza da parte sua, l'illiceità di questo comportamento, ovvero le circostanze di fatto che permettono di trarre la conclusione giuridica della presenza di un illecito, e l'esistenza di un nesso causale adeguato tra il comportamento ritenuto illecito e il verificarsi del danno (Kummer, op. cit., N. 240 segg. ad art. 8 CC; Rey, Ausservertragliches Haftpflichtrecht, Zurigo 1995, N. 198 seg.; IICCA 24 marzo 1998 inc. n. 12.97.273).\n8. Come vedremo, l'attore non è stato in grado di provare che le tre posizioni di cui egli postula concretamente il risarcimento rientrassero nel concetto di danno, che per giurisprudenza invalsa corrisponde alla differenza tra la situazione patrimoniale del leso creatasi in conseguenza del danneggiamento e quella che sarebbe intervenuta in assenza dell'evento che ha causato il danno (DTF 127 III 76 e 405; IICCA 2 giugno 1998 inc. n. 12.97.261; Brehm, Berner Kommentar, N. 70 ad art. 41 CO; Von Thur/Peter, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, 3. ed., Zurigo 1979, Vol. 1, p. 84; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 9. ed., Zurigo 2000, p. 67).\n8.1 L'attore, pur avendo genericamente contestato la bontà del prodotto assicurativo offertogli, in realtà del tutto usuale, non ha preteso in causa che i contratti d'assicurazione di cui ai doc. A e C dovessero essere annullati per eventuali vizi di volontà (art. 23 segg. CO) -per altro inesistenti, visto e considerato che l'istruttoria non ha neppure permesso di accertare se le polizze erano state effettivamente stipulate grazie all'intermediazione di _____________ e non invece per il tramite del broker __________, come sembrerebbe dai documenti prodotti dalla convenuta (cfr. doc. 2-5), rispettivamente se al momento della loro conclusione vi erano state delle garanzie da parte del funzionario circa la redditività dell'operazione- o per altri motivi, per cui gli stessi sono senz'altro vincolanti. In tali circostanze, la pretesa attorea volta al risarcimento di fr. 106'583.50, pari alla differenza tra gli interessi ed i premi versati in virtù delle polizze da una parte e le prestazioni percepite in forza dei medesimi contratti d'assicurazione dall'altra, deve senz'altro essere respinta, non trattandosi in realtà di un danno: il fatto che i premi e gli interessi versati siano stati maggiori alle relative prestazioni non è in effetti riconducibile -né l'attore lo pretende- agli eventuali atti illeciti commessi da _____________, che concernono piuttosto la gestione dei conti bancari (insufficiente sorveglianza del conto e falsificazioni di estratti e bonifici), ma è la naturale e logica conseguenza del fatto che nel frattempo l'attore aveva pure beneficiato della copertura assicurativa comprendente anche il rischio, con la possibilità dunque di ottenere le importanti prestazioni contrattualmente previste, ivi compresa la partecipazione alle eccedenze.\n8.2 Quale seconda posizione di danno, l'attore chiede il risarcimento di fr. 280'000.-- relativi a un bonifico a favore della società scozzese __________ (U.K.) Limited (doc. BB), a lui sconosciuta e con la quale non avrebbe mai intrattenuto alcuna relazione d'affari. La pretesa è del tutto infondata. Il perito calligrafico __________, smentendo con ciò la tesi petizionale, è in effetti giunto alla conclusione che la firma apposta sull'ordine di bonifico era proprio quella dell'attore (complemento di perizia p. 5). Quest'ultimo non può d'altro canto prevalersi dell'argomentazione, per altro rimasta allo stadio di puro parlato e oltretutto addotta per la prima volta, e dunque irritualmente (art. 78 CPC; Rep. 1993 p. 202), solo in sede conclusionale (p. 10), secondo cui nell'occasione _____________ avrebbe abusato di un documento recante la sua firma in bianco: la dottrina e la giurisprudenza hanno in effetti già avuto modo di sanzionare come una concolpa gravissima (art. 44 cpv. 1 CO), tale da far venir meno l'eventuale responsabilità della controparte, il fatto che una parte rilasci a un funzionario un documento firmato in bianco, e ciò in quanto essa, assumendosi il rischio, insito nel fatto stesso di spossessarsi di un foglio firmato, che qualcuno potesse abusare della sua firma, si è di fatto privata della possibilità di controllo sul completamento di quel documento, così da non potersi più fondare su tale sua mancata conoscenza (Kramer/Schmidlin, Berner Kommentar, N. 26 ad art. 12-15 CO; IICCA 29 ottobre 2001 inc. n. 10.1997.17 e 7 maggio 2002 inc. n. 10.1995.105-106-107). E neppure è stato provato -circostanza pure addotta irritualmente per la prima volta in sede conclusionale- che _____________ abbia astutamente carpito all'attore la firma in questione in occasione della sottoscrizione da parte del cliente di documenti periodici.\nA prescindere da quanto precede, l'attore non ha in ogni caso dimostrato che la somma in questione non potesse più essere recuperata dalla ditta scozzese e dunque costituisse effettivamente un danno. Stando così le cose, la questione circa l'esistenza e l'ammontare del \"fondo immobiliare\" indicato nei doc. S e T può in definitiva rimanere irrisolta."}