Nel caso di specie nessuna delle parti, a parte chiedere la correzione di alcuni punti del referto, ritenuti errati, ha preteso -se non il convenuto, però per la prima volta, e dunque irritualmente, in sede conclusionale (art. 78 CPC)- che la perizia in questione fosse manifestamente ingiusta, iniqua, arbitraria, allestita senza alcuna cura, o ancora viziata da errore sostanziale, inganno o minaccia, per cui già per questo motivo non è di principio possibile rimettere in discussione i risultati a cui sono giunti i commercialisti. A conferma della congruità e dunque del carattere non arbitrario della valutazione da essi fornita, vi è pure il fatto che, alle medesime condizioni, i valori