Brehm R., in Comm di Berna, 1998, art. 41 CO, N. 134)- è data quando non soltanto l'intensità di tale colpa propria è grave, ma quando -per contro- la colpa dell'agente non ha carattere di gravità, stabilendosi così uno squilibrio fra i due atteggiamenti. Interruzione esiste però anche se il leso aveva la possibilità di evitare il danno e consapevolmente non l'ha fatto (Brehm, op. cit., ibidem, N. 139; DTF 98 II 28): al di là quindi della gravità della colpa dell'agente, interrompe il nesso causale adeguato l'accettazione del pregiudizio da parte del leso.