D'altra parte, proprio il carattere di monopolio dell'attività notarile, impone un certo rigore da parte del notaio, rigore che si riflette nel giudizio sui suoi interventi (Brückner, op. cit., N. 613; Carlen, op. cit., pag. 136). In concreto la colpa del convenuto è senz'altro data poiché egli, ben conoscendo gli obblighi e le responsabilità legate all'ufficio del notariato, ha intenzionalmente operato in contrasto con la legge notarile (come peraltro si può dedurre anche dall'incompletezza del testo dell'autentica) e con i menzionati principi generali del notariato.