{"Signatur": "TI_TRAC_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-10-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1997-17_2001-10-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59232&nX40_KEY=4931441&nTrefferzeile=3&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "6aafddc0671747e98690449bb3e30515"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.1997.17"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.10.2001 10.1997.17"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:56:01", "Checksum": "9f01865223b876d61cde94bd0b844638", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.10.2001 10.1997.17\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n13. Il danno lamentato si configura così nelle due poste seguenti:\na) fr. 8'400.- per spese e competenze legali sopportate dalla parte attrice fino all'introduzione della causa giudiziaria. La posta è debitamente contestata in risposta dove il convenuto nega sia l'effettiva prestazione di consulenza legale prima o in vista della causa, sia il diritto al risarcimento di tali spese. Orbene, se fra le poste di un danno per atto illecito è riconosciuta quella relativa al consiglio legale non coperto dal diritto processuale, ossia dalle eventuali ripetibili di una vertenza giudiziaria (Oftinger / Stark, op. cit., pag. 80), dev'essere tuttavia osservato che quelle prestazioni in favore della parte lesa devono provatamente essere state necessarie sia in relazione alla situazione personale della parte stessa, sia in relazione alla natura del patrocinio che a sua volta dev'essere necessario, utile e appropriato (DTF 117 II 107, consid. 6b; II CCA 14 luglio 1999 in re B. c/ P.; CCC 17 dicembre 1998 in re T. c/ O.). In concreto si tratta tuttavia di condizioni rimaste senza prova poiché i soli elementi apportati dall'attrice a sostegno del suo credito sono due fatture emesse dallo studio legale __________ in data 30 ottobre 1996, rispettivamente 21 febbraio 1997 (doc. Q). Se entrambe le note recano il riferimento alla lite in rassegna, esse sono però definite Richiesta d'acconto, mentre non indicano né il periodo di consulenza cui si riferiscono, né descrivono l'attività professionale svolta, né lasciano in qualche modo capire che non si tratti di acconti sull'onorario cui lo studio legale avrà certamente diritto per la causa in atto. Non vi sono pertanto prove sufficienti per ammettere il credito posto a giudizio.\nb) La differenza, pari a fr. 188'776.40, fra l'anticipo massimo restituito dal____________ a ____________ SA e la somma consegnata in valuta italiana alla parte attrice che, al cambio di allora (3 novembre 1994) equivaleva a fr. 81'505.- (cfr. www.oanda.com /convert/classic). Si tratta di una somma che parte attrice sostiene non più recuperabile a dipendenza del fallimento di ____________ SA, avvenuto nel 1996, che ha lasciato un buco di diverse decine di milioni di franchi (conclusioni dell'attrice, pag. 8), rispettivamente dell'impossibilità di risarcimento da parte di ____________ personalmente, in attesa di giudizio per l'ipotesi di truffa e appropriazione indebita. Orbene, questa situazione -che appare scontata e trova conferma indiretta nella complessa inchiesta penale a carico di ____________- basta sicuramente per provare il pregiudizio di parte attrice, anche perché il convenuto -pur sostenendo che la società avrebbe reinvestito la somma in discussione- non si è adoperato nel processo per dimostrare semmai che il denaro di controparte era stato affidato a terzi di identità determinata, uscendo in tal modo dal disastro economico della fiduciaria e di ____________. E' invece dovuta a una probabile svista l'affermazione del convenuto (conclusioni, pag. 7) secondo cui il teste ____________ avrebbe provato di aver portato al grotto __________, in occasione della menzionata cena del 3 novembre 1994, l'intera somma … affinché fosse consegnata … e di avere puntualmente eseguito quell'ordine. Infatti, deponendo come teste ____________ allude sì al fatto che ____________, prima della cena, gli aveva consegnato in ufficio l'intera somma indicata, ma poiché egli non ha indicato davanti al giudice nessuna somma e poiché stava effettuando la deposizione a completazione e precisazione della sua dichiarazione 22 ottobre 1996 (doc. 2), l'unica somma ivi \"indicata\" era quella di Lit. 100'000'000 e solo in tal senso può essere letta la prova.\n14. Il modo e la misura del risarcimento per il danno prodotto sono determinati dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze e della gravità della colpa (art. 43 cpv. 1 CO). Il giudice può ridurre o anche negare il risarcimento se il danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se delle circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare o aggravare il danno o a peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato (art. 44 cpv. 1 CO). Nell'ambito di questa norma dev'essere giudicato il comportamento della parte lesa, in particolare l'eventualità che esso manifesti una sua colpa propria, elemento che può infatti rappresentare motivo di riduzione del risarcimento, sia se è riferita all'insorgere del danno, sia se ha contribuito ad aggravarlo, sia ancora se è rappresentata dall'acconsentimento nell'atto dannoso (Oftinger / Stark, op. cit., pag. 385); con la precisazione che l'atteggiamento del danneggiato corrisponde al concetto di colpa propria se nella fattispecie egli ha avuto la possibilità di prevederne la conseguenza dannosa senza tuttavia adeguare il suo agire a tale previsione (Oftinger / Stark, op .cit., pag. 229). Se è data colpa propria, il giudice -come già esposto- ha la facoltà di ridurre il risarcimento dovuto al leso, operando un confronto fra la colpa di questi e la colpa del responsabile (Oftinger / Stark, op. cit., pag. 389)."}