{"Signatur": "TI_TRAC_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-10-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1997-17_2001-10-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59232&nX40_KEY=4931441&nTrefferzeile=3&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "6aafddc0671747e98690449bb3e30515"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.1997.17"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.10.2001 10.1997.17"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:56:01", "Checksum": "9f01865223b876d61cde94bd0b844638", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.10.2001 10.1997.17\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n10. Oltre all'illiceità di cui s'è detto in concreto, è dato anche il presupposto della colpa, laddove -in assenza di una disposizione cantonale specifica- è sufficiente qualsiasi tipo di colpa, in particolare sia l'agire intenzionale, sia l'agire negligente del notaio. Comunque, anche nel caso in cui il presupposto fosse limitato alla colpa grave, in quel concetto ricadrebbe la negligenza grave, definita come lesione di cautele elementari (Ruf, op. cit., N. 1084 e segg., in particolare N. 1092). D'altra parte, proprio il carattere di monopolio dell'attività notarile, impone un certo rigore da parte del notaio, rigore che si riflette nel giudizio sui suoi interventi (Brückner, op. cit., N. 613; Carlen, op. cit., pag. 136). In concreto la colpa del convenuto è senz'altro data poiché egli, ben conoscendo gli obblighi e le responsabilità legate all'ufficio del notariato, ha intenzionalmente operato in contrasto con la legge notarile (come peraltro si può dedurre anche dall'incompletezza del testo dell'autentica) e con i menzionati principi generali del notariato. In tal modo egli ha apparentemente perfezionato il documento di procura all'indirizzo del____________, non potendo tuttavia escludere nessun tipo di irregolarità formale o sostanziale dello stesso. Ad aggravare la sua colpa concorre inoltre il fatto che si è trattato in tutta evidenza della prima volta in cui egli è stato chiamato ad autenticare quella firma: si è trattato cioè di una \"Erst - Beglaubigung\" che avrebbe richiesto, ovviamente, particolare diligenza (Brückner, op. cit., N. 3310). Né può avere rilevanza in quest'ambito l'autenticità della firma di ____________ così come accertata in causa, tenuto conto che al momento del brevetto il notaio non disponeva di tale informazione per il tramite di cognizione diretta (al proposito cfr. anche DTF 113 IV 83, consid. 5b in fine).\n11. La responsabilità patrimoniale del notaio presuppone anche l'esistenza di un nesso causale adeguato fra il suo agire illecito e il pregiudizio lamentato dalla parte lesa, almeno nel senso che tale danno appaia essere stato favorito in misura determinante da un intervento del notaio, idoneo a provocarlo secondo il normale andamento delle cose e l'esperienza della vita (Ruf, op. cit., N. 1101; Oftinger / Stark, op. cit., pag. 110). La questione non è dibattuta in causa e non può essere seriamente contestata laddove, per quanto riguarda in particolare la caratteristica dell'adeguatezza di tale nesso causale, è addirittura pacifica -e comunque confermata dal teste ____________- l'esigenza di disporre della firma autenticata dell'avente diritto sulla polizza per ottenere dal____________ la liberazione dell'anticipo.\nA proposito di questo presupposto ci si deve chiedere se il nesso causale non sia stato interrotto dall'atteggiamento della parte lesa, così come implicitamente sostenuto dal convenuto. Al proposito va rilevato che l'interruzione del nesso causale adeguato per colpa propria del leso -a prescindere dal suo carattere eccezionale (Oftinger / Stark, op. cit., pag. 158; Brehm R., in Comm di Berna, 1998, art. 41 CO, N. 134)- è data quando non soltanto l'intensità di tale colpa propria è grave, ma quando -per contro- la colpa dell'agente non ha carattere di gravità, stabilendosi così uno squilibrio fra i due atteggiamenti. Interruzione esiste però anche se il leso aveva la possibilità di evitare il danno e consapevolmente non l'ha fatto (Brehm, op. cit., ibidem, N. 139; DTF 98 II 28): al di là quindi della gravità della colpa dell'agente, interrompe il nesso causale adeguato l'accettazione del pregiudizio da parte del leso.\nIn concreto, dev'essere anzitutto osservato che, non essendo provato che ____________ abbia sottoscritto la procura conoscendone il testo, resta accertata unicamente l'apposizione della sua firma (provata peritalmente come autentica) su un foglio in bianco, successivamente completato prima di essere sottoposto al notaio, così come affermato dal teste ____________ (situazione peraltro sostenibile nell'ottica di eventuali controlli valutari di confine). Comportamento che giurisprudenza e dottrina giudicano con rigore, individuando nel medesimo sia l'assunzione, da parte di chi appone una firma in bianco, del rischio di abuso della stessa, sia la creazione dell'apparenza giuridica che il testo redatto da altri in connessione con la firma corrisponda alla sua effettiva volontà (DTF 88 II 428; Schwenzer I., in Comm. di Basilea, ed. 2, art. 24 CO, N. 6; art. 18, N. 135; Kramer / Schmidlin, in Comm. di Berna, 1986, art. 12-15 CO, N. 24 e segg., in particolare N. 29; art. 18 CO, N. 180). In particolare, l'atteggiamento di chi firma in bianco comporta l'impossibilità per la stessa parte di fondarsi sull'errore quando avverte una differenza tra la sua volontà e quella espressa nel testo sottoscritto, valendo la presunzione della correttezza del medesimo nei confronti di ogni terzo in buona fede (DTF 88 II 428; Schwenzer, Schweizerisches Obligationenrecht, Allg. Teil, Berna 1998, N. 37.19; Kramer / Schmidlin, op. cit., art. 12-15 CO, N. 29 e 30). Se ne deve concludere che il comportamento di ____________ è colpevolmente grave. Esso tuttavia non basta per interrompere il nesso causale adeguato fra il danno lamentato e l'agire del convenuto, e ciò a fronte della gravità della colpa di questi, in particolare perché nella fattispecie proprio il notaio era l'unica persona che, per legge, sarebbe stata abilitata a scoprire o a prevenire un'eventuale manipolazione del documento di procura, in primo luogo rifiutandosi di prestare la sua opera, rispettivamente -semmai- ottemperando alle esigenze del suo ufficio."}