{"Signatur": "TI_TRAC_002", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-08-10", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1996-27_2000-08-10.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59230&nX40_KEY=4933329&nTrefferzeile=20&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "441b0317e5fd937d78547eaff01685a9"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.1996.27"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.08.2000 10.1996.27"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La seconda Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:42:10", "Checksum": "cea5fc79d493a7a44f3652095879e022", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.08.2000 10.1996.27\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nQuanto rimproverato ai convenuti non ha in effetti avuto alcun influsso sul rapporto tra concorrenti o tra fornitori e clienti, tanto più che nella medesima località, a poche centinaia di metri, l'attrice disponeva comunque di un'altra e ben più attrattiva stazione di servizio, appena rimodernata -quella oggetto del presente litigio era invece di dimensioni modeste e il suo stato di manutenzione lasciava a desiderare (cfr. sopralluogo 24 gennaio 1997)- per cui essa non poteva in alcun modo lamentare di aver perso un importante punto di vendita o di essere stata estromessa dal mercato locale. In ogni caso -come vedremo di seguito- lo scopo dell'operazione effettuata dai convenuti non era certamente (né tantomeno esclusivamente) quello di agire in danno dell'attrice.\n2.2.5 In sede conclusionale l'attrice ha abbandonato la tesi secondo cui i convenuti avrebbero commesso un atto illecito violando l'art. 4 lett. a LSCl (Brehm, op. cit., N. 255 ad art. 41 CO), segnatamente per aver incitato __________ a rescindere il contratto. Nel giudizio sulla provvisionale (p. 7 e segg.) era comunque già stato chiaramente specificato che la norma in questione non era in concreto applicabile, __________ non avendo incitato il fratello a rescindere il contratto di litraggio per stipularne uno analogo con lui, come invece previsto dalla disposizione di legge in parola.\n2.3 Giusta l'art. 41 cpv. 2 CO chi cagiona intenzionalmente un danno ad altri con atti contrari ai buoni costumi è tenuto a ripararlo.\nIl Tribunale federale ha recentemente precisato (DTF 108 II 312, 114 II 98; cfr. Brehm, op. cit., N. 255 ad art. 41 CO) che qualora un terzo abbia intenzionalmente istigato una parte a violare un contratto rispettivamente abbia consapevolmente sfruttato una tale violazione e se nel contempo siano date particolari circostanze tali da far apparire quel atteggiamento contrario alla buona fede, si è in presenza di un caso di applicazione della normativa.\n2.3.1 L'attrice in sede conclusionale non ha più riproposto la tesi secondo cui __________, __________ e __________ S.a.g.l. avrebbero istigato __________ a violare il contratto con l'attrice. __________, nel corso del suo interrogatorio formale (ad 17), aveva del resto sconfessato tale tesi, ricordando che in realtà l'idea della vendita della stazione di servizio al fratello era stata sua.\n2.3.2 Si tratta pertanto di esaminare se i convenuti __________, __________ e __________ possano essere tenuti responsabili per aver approfittato della violazione contrattuale commessa da __________. Affinché ciò sia il caso, occorre che i terzi siano a conoscenza della violazione del contratto, che essi abbiano agito intenzionalmente, che ricorrano particolari circostanze che facciano apparire non degna di protezione tale loro iniziativa e che il loro comportamento appaia infine contrario ai buoni costumi non solo nel rapporto tra i terzi e il creditore ma pure tra i terzi e il debitore (Brehm, op. cit., N. 255 ad art. 41 CO). Da notare che l'agire dei terzi è considerato non degno di protezione in particolare se ha quale unico scopo di danneggiare il creditore, rispettivamente non trova una sua legittima giustificazione nell'interesse proprio del terzo (cfr. Oftinger/Stark, Schweizerisches Haftpflichtrecht - Besonderer Teil, II/1, Zurigo 1987, n. 198, 209 e 216 ad § 16).\n2.3.2.1 L'istruttoria non ha permesso di stabilire con certezza se __________, eventualmente per il tramite di rappresentanti, fosse effettivamente a conoscenza del contenuto del contratto tra __________ e l'attrice e in particolare della clausola no. 13 e che dunque sapesse che il fratello, vendendo la stazione di servizio senza obbligarlo a riprendere il contratto, aveva violato il contratto stesso. In proposito è risultato quanto segue:\na) Secondo l'attrice, al momento dei fatti __________ sarebbe stato perfettamente informato, per conoscenza personale, in merito al contenuto del contratto tra il fratello e l'attrice: lo proverebbero da un lato la testimonianza __________ e dall'altro tutta una serie di indizi. A torto.\nVa innanzitutto osservato che la circostanza, riferita dal teste __________, secondo cui le trattative per la conclusione del contratto sarebbero state condotte alla presenza di __________ (verbale 24 gennaio 1997, p. 1), è stata smentita dal teste __________ (verbale 23 novembre 1999, p. 2 e doc. _ allegato alla denuncia penale). Non solo: l'attrice, preso atto che nei confronti del teste __________ era stata introdotta una denuncia penale per falsa testimonianza, ha in definitiva dovuto ammettere che tale presenza sarebbe stata tutt'al più estemporanea (osservazioni 7 febbraio 1997, p. 3). In tali circostanze, ritenuto inoltre il principio giurisprudenziale in base al quale in presenza di risultanze probatorie contraddittorie, il giudice, se non è convinto da nessuna delle versioni, può legittimamente concludere che le stesse si elidano e che la circostanza che si intendeva con ciò dimostrare non è stata provata (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 4 ad art. 90), non è possibile ritenere che __________ fosse stato presente al momento delle trattative per la conclusione del contratto."}