E' infatti stato provato che la conoscenza del glaucoma avrebbe dovuto indurre il medico a procedere diversamente: o, al limite, rinunciando all'operazione a dipendenza degli aumentati rischi connessi con la stessa, oppure pianificandola diversamente. In merito alla prima alternativa, il perito mette almeno in dubbio l'opportunità di un intervento chirurgico a dipendenza delle limitatissime possibilità di valutarne preventivamente un esito positivo che considera dover corrispondere a un miglioramento dell'acuità visiva centrale e alla stabilizzazione della pressione oculare (perizia, ad 4, 5, 6).