Sennonché, in decisioni successive, l'impressione suscitata dalla sentenza citata dal convenuto (peraltro ampiamente criticata dalla dottrina) ha portato a un chiarimento decisivo della questione. In sostanza, a prescindere dal raggiungimento dell'esito terapeutico cui è stata finalizzata l'attività del medico, raggiungimento di un risultato che non fa parte dei suoi obblighi (DTF 115 Ib 175, consid. 2b; DTF 120 II 250), la giurisprudenza federale ha precisato che la sua responsabilità non è limitata ai casi di grave violazione delle regole dell'arte.