tesi impostata a riconoscere alla controparte soltanto ciò che attiene in modo esclusivo alle prestazioni progettistiche dell'architetto, approssimativamente corrispondenti a ciò che il convenuto ha utilizzato per sé, riprendendolo dall'opera dell'attore. Inoltre, tenuto conto che si tratta di risarcire un danno reale (Dessemontet, Le droit d'auteur, n. 793), se da un lato, nell'ambito di un ipotetico contratto, è difficile immaginare che l'architetto "venda" al committente i soli piani perché li metta in cantiere, è altrettanto verosimile che in concreto il convenuto non avrebbe rinunciato a collaborare ai lavori di edificazione della propria abitazione, ciò che -anche nell'ambito del