Tutt’al più gli può essere imputata una colpa, ma a prescindere dalla questione di sapere se ciò sia il caso, la colpa del marito non può definirsi causale. È vero che per essere causale un comportamento colpevole non deve rappresentare per forza la sola e unica causa della turbativa: basta che, insieme con altri fattori oggettivi (non esclusa una lieve colpa della controparte), esso abbia contribuito a disgregare l’unione (Hinderling/Steck, op. cit., pag. 273 con rinvii). Come si è già visto in precedenza, le vecchie relazioni e avventure extraconiugali del marito non risultano aver avuto un ruolo apprezzabile nella disunione, provocata dal dissesto economico dell’attività maritale.