{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-07-18", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-121_1996-07-18.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17310&nX40_KEY=4933405&nTrefferzeile=24&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "f98ad10dc037ff665d196f0b3337775d"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["11.1995.121"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.07.1996 11.1995.121"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.07.1996 11.1995.121"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.07.1996 11.1995.121"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:19:06", "Checksum": "ec74cc017b5a4c2288a8143245c19ddc", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.07.1996 11.1995.121\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\na) Nel campo del diritto amministrativo la prassi ha avuto modo di chiarire che il diritto applicabile ad una domanda di costruzione è quello vigente al momento della decisione. Se il provvedimento è impugnato, è applicabile il diritto esistente alla resa del giudizio da parte del Consiglio di Stato. Questo principio conosce tuttavia un'eccezione. Il vecchio diritto è applicabile, salvo il caso di preminenti interessi pubblici, quando l'Autorità abbia procrastinato in modo intollerabile la decisione della domanda o del ricorso al fine di consentire l'elaborazione e la messa in vigore del nuovo diritto. Per giudicare se vi sia stato un ritardo intollerabile nell'esame della domanda o nella decisione di ricorso (denegata o ritardata giustizia) occorre tenere conto dei limiti normali posti dalle esigenze amministrative; limiti che dipendono dalla complessità delle questioni di fatto e di diritto sollevate, dalle esigenze dell'istruttoria e, in misura minore, dal numero delle pratiche pendenti dinanzi all'autorità (RDAT 1988 N. 58).\nIn concreto le conclusioni di causa sono state depositate il 13 settembre 1990 e le parti avevano rinunciato a presenziare al dibattimento finale. La sentenza avrebbe dovuto essere pronunciata, giusta l’art. 283 CPC, entro due mesi dalla data fissata per il dibattimento finale. Pur tenendo conto del notorio sovraccarico delle Preture urbane, dal momento del dibattimento finale al momento del giudizio sono trascorsi oltre tre anni, ciò che eccede il normale corso di una procedura. Si deve quindi concludere che alla controversia deve essere applicato il diritto vigente fino al 15 dicembre 1993, ossia le NAPR. Il discorso inverso sostenuto dagli appellati per pretendere l'applicazione della LAC non può valere. Difatti dall'agosto del 1985 all'agosto del 1988 (data di entrata in vigore delle NAPR) la causa giudiziaria civile ha avuto un decorso normale e non ha conosciuto particolari rallentamenti. La perizia tecnica è stata allestita il 29 settembre 1988, ovvero a un momento in cui le NAPR del Comune di ______ erano già entrate in vigore e quando non erano ancora state assunte tutte le prove offerte all'udienza preliminare. La LAC a quell'epoca non poteva più essere applicata, in conformità dell'art. 63bis LE previgente.\nb) Al momento in cui entrò in vigore il PR del Comune di ______ la zona di pianificazione era stata abrogata. Per la zona del centro cittadino la materia era disciplinata, a titolo transitorio, dall'art. 33 NAPR secondo il quale, in attesa dell'entrata in vigore del piano particolareggiato valevano le seguenti disposizioni:\n- è vietata la realizzazione di nuove costruzioni, di nuovi impianti, come pure la ricostruzione e l'ampliamento di edifici esistenti.\nSentito il preavviso dell'autorità cantonale competente, sono unicamente ammessi gli interventi di manutenzione, riattamento trasformazione di stabili esistenti, nonché la realizzazione di eventuali corpi accessori o altri manufatti, come pure di parziali modificazioni del terreno, se non contrastano e non pregiudicano gli obiettivi della pianificazione specifica;\n- sono eccezionalmente possibili ricostruzioni, ampliamenti e nuove costruzioni concordanti con le soluzioni planovolumetriche proposte dallo studio in corso.\"\nIn sostanza l'art. 33 NAPR riprendeva i principi che erano stati enunciati dalla scheda descrittiva della zona di pianificazione del centro cittadino di ______ (doc. M) Gli appellanti, avvalendosi dell’eccezione contemplata da tale norma legale (ultimo capoverso dell’art. 33 NAPR), avrebbero quindi potuto demolire, ricostruire e ampliare il loro edificio nei limiti delle soluzioni planovolumetriche proposte dallo studio in corso. In ordine alla questione delle distanze l'art. 33 NAPR era silente. Per contro l'art. 9.2.1. precisava che:\n\"L'edificazione in contiguità ad edifici esistenti è ammessa alla condizione che le norme di zona non la vietano.\nL’edificazione a confine è possibile con l'accordo del confinante che si impegna a costruire in contiguità o ad assumere a suo carico l'intera distanza tra edifici.\nL'accordo con il confinante si ritiene concluso qualora abbia firmato il piano di situazione annesso alla domanda di costruzione.\""}