Come correttamente esposto dal Pretore, da una donna non ancora quarantenne e in buona salute, già inserita da anni nel mondo del lavoro – anche se a tempo parziale – si può ragionevolmente pretendere un’attività a tempo pieno dopo il compimento del sedicesimo anno di età dell’ultimo figlio (DTF 115 II 6, 427). L’appellante sostiene di aver raggiunto la massima capacità lavorativa possibile, ma essa non ha indicato alcun dato concreto e l’esperienza normale della vita insegna che il reddito di un’attività a tempo pieno è ben superiore a quello di un’attività a tempo parziale combinata con un’attività accessoria.