I problemi finanziari sono invero scaturiti dalla decisione dell’attore di prendere un congedo non pagato di un anno per motivi di formazione senza preoccuparsi delle conseguenze per moglie e figli, che hanno dovuto rivolgersi all’ente pubblico per ottenere mezzi di sussistenza. Come si è visto in precedenza, però, la rottura del vincolo coniugale era già consumata da anni e seppur criticabile dal profilo della responsabilità morale verso la famiglia, la scelta professionale dell’appellato non può giustificare il rifiuto del divorzio.