3. L’appellante censura l’opinione del Pretore e sostiene che i compiti del giudice nella prima fase della divisione si esauriscono con la decisione se sia da ordinare la divisione e con la designazione del notaio divisore in caso di mancato accordo delle parti, per cui egli dovrebbe limitarsi ad accertare l'esistenza di una comunione ereditaria e la qualità di erede delle parti. Il Pretore avrebbe dovuto fondarsi quindi sul certificato ereditario che stabiliva la qualità di erede del vedovo (doc. MM). Il certificato ereditario 30 marzo 1994, posteriore alla rinuncia sottoscritta dall’istante, indica come eredi il vedovo e la figlia della defunta (doc.