15’000.–. 8. L’appellante rimprovera dapprima al Pretore di aver qualificato l’insieme degli articoli come una “campagna di stampa”, rilevando che tale definizione non ha significato giuridico e che ogni articolo deve essere preso a sé stante. La censura sfiora il pretesto. In concreto il periodico ha pubblicato dal settembre del 1990 al 27 maggio 1993 non meno di 35 articoli riguardanti la stessa persona (doc. A segg.). Il Tribunale federale ha già avuto modo di definire “campagna di stampa”, del resto, una serie di articoli pubblicati in vista di un processo penale (DTF 116 Ia 14). La definizione data dal Pretore alla trafila di articoli in rassegna è quindi conforme alla giurisprudenza.