È vero che – come rileva l’appel-lante – i medici hanno formulato la diagnosi sulla base di quanto ha riferito loro il paziente, tuttavia ciò non sminuisce la portata delle constatazioni cliniche, dalle quali emerge che i disturbi psico-fisici da loro constatati nel paziente sono insorti dopo la pubblicazione dei noti articoli denigratori. L’attore ha dunque provato il grave danno morale da lui patito e il nesso causale con le affermazioni lesive della sua personalità. c) A detta dell’appellante, l’ammontare del risarcimento dovrebbe essere ridotto proporzionalmente per tenere conto dell’inattività dell’attore, che ha reagito solo 18 mesi dopo l’inizio della campagna sulle casse malati.