Di conseguenza, a parere dell’appellante, l’attore avrebbe perso la possibilità di far valere le sua pretese per il periodo precedente il 18 marzo 1991, essendosi rivolto al Pretore solo 18 mesi dopo l’apparizione del primo articolo incriminato. Il primo giudice ha spiegato che nella fattispecie occorreva considerare la campagna stampa nel suo complesso e ha elencato in modo esauriente i motivi che lo inducevano a ritenere applicabile il termine di prescrizione più lungo di due anni previsto dall’art. 60 cpv. 2 CO (sentenza impugnata, pag. 16 seg.).