{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1999-06-14", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-109_1999-06-14.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17298&nX40_KEY=4933352&nTrefferzeile=86&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "340d374e79f0816ef1cd417f86181827"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["11.1995.109"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.06.1999 11.1995.109"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.06.1999 11.1995.109"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.06.1999 11.1995.109"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 23:28:08", "Checksum": "f841604f5e83c25994f5733843b2e9dd", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.06.1999 11.1995.109\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\na) L’azione per la riparazione del torto morale prevista dall’art. 28a cpv. 3 CC è regolata all’art. 49 CO (Tercier, op. cit., n. 1816; DTF 104 II 1) e, fatta salva l’eccezione dell’art. 28b cpv. 2 CC, può essere proposta solo al domicilio del convenuto, a meno che non venga simultaneamente intentata un’azione di difesa giusta l’art. 28a cpv. 1 CC (Tercier, op. cit., n. 1053). In concreto l’attore ha promosso contro __________ __________, __________ __________ e la __________ __________ sia un’azione intesa a far accertare la lesione, sia un’azione intesa alla sua cessazione, sia un’azione per il risarcimento del torto morale (petizione del 18 marzo 1992). Egli poteva adire quindi il foro del proprio domicilio (Bellinzona). Con la replica del 15 settembre 1992 l’attore ha poi chiesto di estendere l’ordine di cessazione di ogni pubblicazione anche alla tipografia, già convenuta per la riparazione del torto morale. Come ha rilevato il Pretore, si è creata in tal modo simultaneità di azioni fondate sull’art. 28b cpv. 2 CC anche contro l’associazione. L’appellante critica l’opinione del Pretore, ravvisando un’inammissibile mutazione dell’azione. In realtà il caso in esame non denota alcuna mutazione dell’azione. Semplicemente il giudice che di per sé sarebbe stato incompetente è divenuto competente, ciò che sana l’eventuale difetto pregresso (art. 3 CPC). Entrambe le azioni promosse contro la tipografia poggiano del resto sulla pubblicazione di articoli lesivi della personalità dell’attore, stampati al momento della replica ancora dall’appellante. Quanto alla controparte, essa ha potuto difendersi con la duplica. Poco importa poi che in pendenza di causa la tipografia abbia poi cessato di stampare __________, la competenza del giudice adito essendosi ormai fondata nel frattempo (art. 3 CPC).\nb) L’appellante afferma che il primo giudice avrebbe dovuto rilevare d’ufficio la propria incompetenza per territorio dopo avere saputo che l’attore aveva sporto querela nei confronti di alcuni dei convenuti. Se non che, per sua stessa ammissione (verbale di udienza preliminare del 24 giugno 1993, pag. 3) l’associazione convenuta non è mai stata oggetto di alcuna querela da parte dell’attore né è mai stata coinvolta nelle procedure penali che hanno tratto origine dalle pubblicazioni litigiose. Il Pretore del Distretto di Bellinzona era quindi territorialmente competente per statuire su tutte le pretese vantate dall’attore con la petizione del 18 marzo 1992. L’appello, non privo di leggerezza su questo punto, si rivela una volta ancora infondato.\n10. L’appellante contesta che il tipografo possa avere legittimazione passiva in un’azione a protezione della personalità e si diffonde in critiche alla giurisprudenza pubblicata in DTF 64 II 18, cui si è riferito il Pretore. Essa afferma che tale prassi non sarebbe applicabile al caso in esame, da un lato perché risale a un’epoca del tutto particolare e dall’altro perché il Codice penale svizzero del 1942, posteriore a tale sentenza, ha introdotto il sistema della responsabilità a cascata, che consente di imputare una colpa al tipografo solo se non può essere individuato l’autore o un’altra persona maggiormente responsabile. A suo avviso il diritto della responsabilità civile deve essere interpretato alla luce del diritto penale, escludendo nella fattispecie la sua responsabilità.\nGiusta l’art. 28 cpv. 1 CC chi è illecitamente leso nella sua personalità può, a sua tutela, chiedere l’intervento del giudice contro chiunque partecipi all’offesa. La locuzione “contro chiunque partecipi all’offesa” va intesa in senso lato: tutte le persone la cui collaborazione causa, permette o facilita un pregiudizio possono essere convenute in un’azione tendente alla protezione della personalità (FF 1982 II 648 seg.). Contrariamente a quanto sostiene l’appellante, il legislatore ha volutamente rinunciato a instaurare un regime particolare per i mass media come quello del diritto penale (FF 1982 II 649; Tercier, op. cit., pag. 119 n. 857). Escluso il sistema della responsabilità a cascata, la vittima può di conseguenza agire, a sua scelta, contro tutte le persone che hanno partecipato alla lesione o che hanno cagionato insieme il danno (Barrelet, Droit suisse des mass-média, 2ª edizione, Berna 1987, pag. 201 n. 611, pag. 202 n. 615; Riklin, op. cit., pag. 224, § 7 n. 88). Per quanto riguarda la stampa in particolare, dottrina e giurisprudenza ammettono che possono essere convenute in causa tutte le persone che hanno partecipato all’elaborazione e/o alla diffusione del testo lesivo della personalità, quindi anche il tipografo (DTF 113 II 216; Bucher, op. cit., n. 567 pag. 151; Tercier, op. cit., n. 1916 e n. 1939, n. 2009; Riklin, op. cit., pag. 224, n. 88 e segg.; Schnyder in: Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, pag. 354, n. 4 e 10 ad art. 49 CO). A giusta ragione quindi il Pretore ha ammesso perciò la legittimazione passiva dell’associazione.\n11. L’appellante sembra contestare l’illiceità della lesione, facendo valere che le condizioni teoriche esposte dal Pretore dovrebbero essere interpretate alla luce della libertà di stampa e del contesto politico ticinese, noto per l’uso di un linguaggio molto forte. Ci si potrebbe interrogare se affermazioni tanto generiche costituiscano una motivazione sufficiente del gravame (art. 309 cpv. 2 lett. f e cpv. 5 CPC). Ad ogni modo, quand’anche si volesse ritenere ricevibile la censura, la stessa sarebbe infondata nel merito per i motivi già esposti nei considerandi sull’appello del convenuto __________ __________, ai quali si rinvia (consid. 5)."}