{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-10-21", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1994-14_1996-10-21.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=17202&nX40_KEY=4933401&nTrefferzeile=28&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "456ef5941fcf9aa02ba8a79254fee586"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["11.1994.14"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.10.1996 11.1994.14"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.10.1996 11.1994.14"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.10.1996 11.1994.14"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:22:23", "Checksum": "170a92bc95955d66fb53f86bb02963b8", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.10.1996 11.1994.14\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nc) Accertato l’interesse della proprietaria del fondo, l’indennità dipende dal valore soggettivo delle opere per il proprietario del fondo, avuto riguardo di tutte le circostanze; esso non corrisponde invece al maggior valore del fondo (Meier-Hayoz, Berner Kommentar, n. 18 ad art. 672 CC). Nella fattispecie è indubbio che l’appellata, per poter accedere alla corte, avrebbe dovuto formare l’accesso. Si può ragionevolmente ritenere quindi che l’interesse dell’appellata corrisponde, almeno, ai costi che essa avrebbe dovuto sopportare per formare simile accesso. In mancanza di fattori di riduzione, nemmeno sostenuti dall’appellata, quali la mala fede del proprietario (Meier-Hayoz, op. cit., n. 19 ad art. 672) l’indennità a favore dell’appellante può essere fissata in fr. 4’335.–. Tale importo corrisponde ai costi per la formazione della porta in luogo della finestra con parziale demolizione del parapetto in sassi e relativa riquadratura (fr. 1’600.– = 2/3 della fattura doc. __________; perizia prova futura memoria, pag. 1), per la fornitura di una porta (fr. 1’200.–) e per la costruzione della scala (fr. 1’535.–). L’appello, su questo punto, deve pertanto essere accolto in questi limiti.\n4. L’appellante si duole inoltre del riconoscimento dell’importo di fr. 3’700.– per il mancato utilizzo dello stanzino da parte della proprietaria. Egli sostiene che l’indennità andava riconosciuta, semmai, limitatamente alla superficie non disponibile alla proprietaria.\na) A prescindere dalla circostanza che effettivamente l’appellata non ha potuto usufruire del locale, essa non ha provato di avere subito un danno a questo titolo, tant’è che il Pretore ha dovuto far capo all’art. 42 CO. Per l’art. 42 cpv. 1 CO chi pretende il risarcimento del danno ne deve fornire la prova. Il capoverso 2 del medesimo disposto deroga a tale principio, prevedendo che il danno di cui non può essere provato il preciso importo è stabilito dal prudente criterio del giudice, avuto riguardo all’ordinario andamento delle cose e alle misure prese dal danneggiato. Questa disposizione costituisce però una norma di carattere eccezionale ed è applicabile unicamente quando il danno non possa essere dimostrato nel suo ammontare per mancanza di prove sull’entità esatta del pregiudizio o per l’impossibilità di esigere ragionevolmente l’assunzione delle prove necessarie poiché ciò comporterebbe oneri e difficoltà sproporzionati (DTF 105 II 89; Rep. 1988 287; Brehm, Berner Kommentar, n. 47 ad art. 42). Per determinare il danno occorre analizzare quale sia stata l’effettiva diminuzione patrimoniale subita dalla parte lesa in conseguenza dell’agire del danneggiante, ritenuto che il danno consiste nella differenza tra la situazione patrimoniale del leso in conseguenza del danneggiamento e quella che esisterebbe in assenza dell’evento che ha causato il danno (DTF 104 II 199; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8a ed., Zurigo 1991, pag. 62). Nel caso in esame l’appellata si è limitata a rivendicare l’importo di fr. 7’400.– senza sostanziare minimamente tale pretesa. Certo, essa non ha potuto utilizzare il locale, ma ciò non significa ancora che essa abbia subito un danno; in particolare essa non ha dimostrato, e neppure sostenuto, di aver dovuto far capo a un altro locale per depositare le proprie cose. Del resto, al momento in cui l’attore ha preso possesso del locale (deposizioni _________ e __________) nello stesso vi erano pochi oggetti di proprietà __________, che sono poi stati trasportati in una piccola cascina dirimpetto all’abitazione (deposizione __________ __________i). Ciò posto l’appello, anche su questo punto, si rivela provvisto di buon diritto.\nb) Per contro, la pretesa volta al risarcimento di fr. 1’700.– per l’acquisto di una nuova porta deve essere confermata. Dal fascicolo processuale risulta che prima dell’intervento dell’appellante il locale era munito di una porta d’entrata che poi è stata scardinata (deposizioni __________, _________ e __________o). L’appellante non nega di aver scardinato la porta, ma sostiene che la stessa è stata depositata in un locale antistante l’abitazione della convenuta (appello pag. 12) . Dagli atti però non risulta tale circostanza, ragione per cui l’appellante ne sopporta le conseguenze (art. 8 CC). Il danno patito dall’appellata corrisponde al costo per l’acquisto di una nuova porta, ragione per cui l’ammontare fissato dal Pretore può essere confermato.\n5. In conclusione, in parziale accoglimento dell’appello, _________ è obbligata a versare a _________ l’importo di fr. 4’335.–, mentre quest’ultimo le rifonderà fr. 1’700.–.\n6. Gli oneri processuali seguono il vicendevole grado di soccombenza, tanto in primo quanto in secondo grado (art. 148 cpv. 2 CPC). L’esito dell’appello giustifica una diversa ripartizione del pronunciato sulle spese di prima sede: per quanto riguarda l’azione principale, esse sono suddivise in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili; per quanto riguarda l’azione riconvenzionale, tali oneri sono posti per 1/8 a carico di _________ e la rimanenza a carico _________, con l’obbligo per quest’ultima di versare fr. 1’400.– per ripetibili. In questa sede l’appellante risulta maggiormente vincente, ciò che giustifica di mettere a carico dell’appellata i 2/3 degli oneri processuali, con l’obbligo di versare alla controparte un adeguato importo per ripetibili.\nPer questi motivi\nvista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,\npronuncia:\nI. L’appello è parzialmente accolto e la sentenza impugnata è riformata come segue:\n“1. L’istanza __________ gennaio 1991 è parzialmente accolta e __________è obbligata a versare a _______ l’importo di fr. 4’335.–, oltre interessi al 5% dal 28 gennaio 1991."}