Nella fattispecie non si può dire, quanto meno a prima vista, che il marito abbia dimostrato un interesse dell’appellante ad acquistare la nazionalità svizzera. Dal fascicolo processuale si evince che i coniugi si sono conosciuti a Milano, ove la convenuta lavorava, ma non risulta quale fosse lo statuto giuridico della moglie in Italia, in particolare in relazione al suo permesso di soggiorno. Che essa avesse già lavorato in Svizzera come artista di locali notturni o che intendesse contrarre matrimonio solo per poterlo fare non risulta. 5. Resta da valutare la reale volontà della convenuta di fondare una vera e propria unione coniugale.