{"Signatur": "TI_TRAC_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2003-11-12", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2002-15_2003-11-12.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59115&nX40_KEY=4926654&nTrefferzeile=91&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "603e59160359bff047322db2cd8ab26f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["10.2002.15"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2003 10.2002.15"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2003 10.2002.15"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2003 10.2002.15"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "09.04.2026 22:11:57", "Checksum": "d14a0625a532c43b6bf5bb374ef1a5c2", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2003 10.2002.15\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n7. La convenuta reputa inammissibile l'azione di accertamento, affermando che gli attori non hanno comprovato un interesse degno di protezione, né hanno dimostrato che la situazione attuale non possa perdurare, sia per loro insopportabile o li limiti nelle loro decisioni. Essa contesta che __________ abbia realmente in progetto lavori di manutenzione straordinaria nell'abitazione di __________ e sottolinea che nello stabile non è stato eseguito finora alcun intervento di rilievo. A suo parere inoltre __________ non potrà opporre l'eccezione di inadempimento (art. 82 CO) all'esecuzione del contratto di donazione del 15 luglio 1988, trattandosi nella fattispecie di un negozio giuridico unilaterale. Anzi, l'azione di accertamento costituisce a suo avviso un “mero passo interlocutorio”, senza utilità pratica nemmeno in vista di una futura azione di condanna, essendo oggi impossibile determinare il maggior valore dell'abitazione di __________ al momento in cui si estinguerà l'usufrutto vitalizio della madre, mentre per quanto attiene al terreno di __________ determinante è solo l'importo della donazione, di fr. 92 000.–. Donde, in sintesi, il difetto di qualsivoglia interesse legittimo.\n8. Che l'interesse legittimo a un'azione di accertamento sia subordinato – di regola – all'impossibilità di esperire un'azione di condanna è già stato rilevato (consid. 3). In concreto, conformemente alla clausola finale contenuta nella convenzione del 25 marzo/ 13 aprile 1988, i conguagli tra gli eredi saranno esigibili solo al momento in cui cesserà il diritto d'usufrutto in favore della vedova (doc. _; sopra, lett. C), circostanza su cui le parti concordano (petizione, pag. 18 in alto; duplica, pag. 4 nel mezzo). Sotto questo profilo un'azione di condanna volta all'adempimento dell'accordo è quindi, per il momento, impossibile. D'altro lato non è proponibile, per ora, nemmeno un'azione di divisione. È vero che, sorgendo liti sull'ammontare dei conguagli nel quadro di una divisione successoria, ogni erede può rivolgersi al Pretore e postulare la nomina di un notaio o di periti giusta l'art. 476 cpv. 1 CPC (la Camera civile di appello non può essere adita direttamente: Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 12 art. 302). A prescindere dal fatto però che nel caso in esame i conguagli non derivano unicamente dalla divisione dell'eredità fu __________, ma coinvolgono anche liberalità fra vivi (donazioni elargite dalla vedova agli attori), rimane il fatto che in concreto gli eredi medesimi hanno pattuito di differire “il calcolo definitivo e la suddivisione (...) con relativi conguagli (...) al momento della cessazione del diritto d'usufrutto da parte della mamma”. Prima che si estingua tale usufrutto, dunque, non è possibile condurre a termine la divisione.\n9. Ciò posto, in concreto la sussidiarietà dell'azione di accertamento è senz'altro data. Che poi sussista incertezza sull'ammontare dei conguagli sgorganti dalla convenzione del 25 marzo/13 aprile 1988, compresa in particolare la metodica cui deve attenersi il computo delle spettanze, è indubbio. Rimane il problema di sapere se gli attori abbiano dimostrato un interesse legittimo all'accertamento giudiziario, ovvero se non si possa ragionevolmente pretendere da loro che tollerino oltre la situazione. A tale proposito costoro fanno valere – come detto – che la convenuta dissente dalla loro interpretazione dell'accordo. Ora, che le parti divergano sulle modalità relative al calcolo dei conguagli è manifesto. Una mera situazione di insicurezza ancora non basta, tuttavia, per giustificare un'azione di accertamento. Occorre altresì che tale insicurezza sia di pregiudizio concreto per l'attore e ne restringa la libertà d'azione in modo insopportabile (Hohl, op. cit., pag. 45 n. 137). Invocare genericamente di essere “limitati nella (…) libertà di disposizione economica” o “nelle valutazioni circa le (…) proprie disposizioni testamentarie” (verbale di udienza preliminare, pag. 2 in alto) non è sufficiente. Tanto meno ove si consideri che, al momento di firmare la convenzione, il fatto di dover attendere l'estinzione dell'usufrutto materno per conoscere l'entità dei conguagli relativi alla successione paterna era non solo largamente prevedibile, ma finanche insito nella formulazione esplicita della clausola convenzionale.\n10. __________ assevera invero che, proprio per le contestazioni della convenuta, non gli è possibile valutare l'opportunità di procedere a interventi di rinnovamento o di manutenzione straordinaria nella casa di __________ (particella n. __________), di cui è tuttora proprietario. A suo parere, se – come pretende la sorella – al momento in cui si calcoleranno i conguagli ci si fondasse sul valore dell'immobile indicato nella convenzione e non su una stima aggiornata, egli rischierebbe di perdere l'investimento. In teoria l'argomentazione non manca di pertinenza. Se non che, nulla rende verosimile gli interventi da lui divisati, né egli spiega concretamente quali lavori intenda compiere. Le fatture prodotte poco sussidiano, ove appena si consideri che riguardano opere già eseguite. Tali fatture inoltre sono indirizzate alla madre usufruttuaria (doc. _) o sono prive di intestazione (doc. _), né l'attore pretende di averle pagate personalmente (replica, pag. 11 in fondo). Quali motivazioni indurrebbero poi __________ a progettare interventi di rinnovamento o di manutenzione straordinaria in una casa che egli non abita e che, all'estinzione dell'usufrutto materno (__________è nata nel 1909), passerà in donazione alla convenuta (doc. _, punto III) non è dato a divedere. Tanto meno si evince dagli atti la benché minima indicazione su possibili interventi previsti, per avventura, nello chalet della sorella __________ (particella n. __________ RFD di __________)."}